Benevento

C'è un appassionato tifoso del Benevento residente a Genova. Quel Stefano Mastroianni che nel Sannio ha militato per quasi un decennio, collezionando oltre duecento presenze. Al collega de "Il Secolo XIX", Valerio Arrichiello, l'ex Benevento ha raccontato l'amore che prova per i colori giallorossi: "E' un sentimento enorme e immutato. A Benevento mi sentivo a casa: prima di ogni gara guardavo sugli spalti e riconoscevo ogni volto. I compagni più forti? Mariani in serie A giocava come attaccante e con noi, a 37 anni, faceva il difensore. Era così forte che poteva giocare con la sigaretta in bocca. C'erano elementi di spessore come Tiribocchi, Sergio e Bombardini. Ma il bomber per eccezione è stato D'Ottavio: mai visto uno così". 

Poi passa a parlare dell'incidente in campo avvenuto con il Gualdo: 

"Presi una testata sulla tempia a causa di uno scontro fortuito che mi causò due arresti cardiaci. Mi salvarono il medico, il massaggiatore e il portiere Dei. Dopo un mese e mezzo tornai in campo contro l'Atletico Catania. Non ero pronto per giocare, ma mister Dellisanti mi fece entrare sul 3-0. Ci fu un calcio di rigore per noi e lo stadio invocò il mio nome. Segnai sulla respinta del portiere: mi viene ancora la pelle d'oca". 

Poi prosegue: "Oggi sono agente nella Municipale. Addirittura per il Benevento ho preso anche una multa in occasione della sfida con la Sampdoria a Marassi. Andai nel settore ospiti, ma la mia macchina non poteva sostare in quella zona perché aveva la targa genovese. Potevo fare ricorso, ma pagai tranquillamente per amore della Strega. La sfida di domani? Sarà una festa e un arrivederci alla serie A. Il Benevento ha pagato l'inesperienza ma ci tornerà guidato dal leader Lucioni. Sono orgoglioso dei tifosi giallorossi, applauditi in tutta italia per il loro calore".