Sarebbe stato ucciso a colpi di arma da fuoco e poi bruciato. In attesa della conferma, sarebbero questi i primi elementi affiorati alla valutazione del professore Piero Ricci, che da due mesi è direttore, oltre che di quella dell'Università di Catanzaro, anche della Scuola di medicina legale di Foggia, sul corpo rinvenuto carbonizzato lo scorso 4 maggio in una Fiat Punto ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, sul monte Taburno, nelle vicinanze di un'area pic-nic.
Il 'giallo' sull'identità è destinato a durare fino a quando non sarà completato l'esame del Dna, affidato al professore Ciro Di Nunzio, che chiarirà se si tratti o meno di Valentino Improta, il 26enne di Montesarchio di cui non si hanno più notizie dalla sera del 2 maggio. Quando si era allontanato a bordo di una Fiat Punto intestata alla madre: la stessa auto divorata dalle fiamme. Un dato che spinge ad ipotizzare che sia proprio lui la vittima di un omicidio efferato, commesso – e lo abbiamo sottolineato sin dall'inizio – con modalità che rimandano a quelle camorristiche.
“Un fatto di assoluta gravità che indica una presenza criminale di particolare pericolosità”, l'ha definito il Procuratore Aldo Policastro: lui ed il sostituto Assunta Tillo sono impegnati senza soluzione di continuità in un'indagine che, condotta dai carabinieri della Compagnia di Montesarchio, punta a far luce su una vicenda agghiacciante che ha acceso i riflettori, ammesso che ce ne fosse bisogno, sul salto di qualità compiuto dalla criminalità.
L'obiettivo è capire, se la genetica spazzerà via ogni dubbio, se esista un nesso con la rapina di cui avevano fatto le spese nella loro abitazione di Montesarchio, il 10 aprile, una 85enne ed il fratello 83enne. Giovanni Parente era stato colpito alla testa da due banditi a volto coperto ed era caduto sul pavimento. Era stato trasportato al Rummo, dove a distanza di due settimane il suo cuore aveva smesso di battere per sempre. Difeso dall'avvocato Federico Paolucci, Valentino Improta aveva ricevuto un avviso di garanzia che gli era stato notificato per consentirgli di nominare un consulente – una scelta che aveva esercitato – in vista dell'autopsia dell'anziano. Trentasei ore prima dell'affidamento dell'incarico, in programma proprio il 4 maggio, era però sparito. Ingoiato dal mistero.
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