di Andrea Fantucchio
«Sarò felice solo quando ti vedrò tre metri sotto terra», lei raccontava di aver subito questa e altre minacce, oltre a decine di telefonate ed sms minatori: accuse che erano valse per il marito G.L., 49enne di Avellino, un processo per stalking. Lui si era sempre professato innocente e il tribunale alla fine gli ha dato ragione assolvendolo con formula piena: «il fatto non sussiste».
La vicenda giudiziaria era nata nel luglio del 2015, in seguito alla denuncia della signora che stava affrontando la separazione dal marito. Ha raccontato di aver subito decine di minacce. Durante il processo – però – alle domande dall'avvocato Mimmo Mirabella, che rappresentava l'imputato, ha risposto rivedendo la propria posizione. E riconoscendo che la crisi matrimoniale avesse avuto un effetto di cassa di risonanza sulla situazione che stava vivendo, finendo per distorcere anche le sue valutazioni rispetto ai comportamenti del marito. La difesa si è avvalsa anche di alcune testimonianze di persone che hanno offerto una versione completamente differente rispetto a quella data dalla donna e che, probabilmente, hanno convinto il tribunale: per esserne certi bisognerà attendere le motivazioni della sentenza di assoluzione.