Benevento

Due condanne per droga sono state decise dal giudice Gelsomina Palmieri al termine del rito abbreviato a carico di due persone di Benevento che erano state arrestate dalla Squadra mobile tra luglio e settembre dello scorso anno, e poi erano tornate in libertà.

La prima è Roberto Cella (avvocato Antonio Leone), 24 anni, per il quale è stata stabilita la pena di 4 mesi – il pm Flavia Felaco aveva proposto 2 anni -, che era finito ai domiciliari dopo essere stato fermato all'interno della villa comunale. Quando si era accorto degli agenti, aveva provato a raggiungere un bagno, per liberarsi della sostanza stupefacente. Era stato trovato in possesso di 25 grammi di hashish, altri 30 erano invece stati rinvenuti nella sua abitazione, al pari di un bilancino e di materiale per il confezionamento delle dosi.

Due mesi più tardi era invece stata la volta di Giuseppe Barbarossa (avvocato Marcello D'Auria), 43 anni, beccato in via Nenni, in un parcheggio. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo, per il quale erano stati disposti gli arresti in casa, era stato bloccato dopo aver venduto una dose di eroina, che nascondeva in bocca, ad un acquirente, in cambio di 15 euro. Per lui 6 mesi – il Pm aveva chiesto 5 anni e 4 mesi - e la revoca dell'obbligo di firma due volte a settimana.

Come si ricorderà, il nome di Barbarossa era già rimbalzato all'onore delle cronache, al pari di altri due, nell'ottobre 2014, quando la Squadra mobile lo aveva arrestato in un'operazione antidroga che, partita da Giugliano, era terminata lungo la statale Appia: ad Arpaia e Tre Ponti, in particolare, dove erano state 'stoppate' due auto. Condannato in primo grado ad 8 anni dal Tribunale di Napoli nord, Barbarossa era poi stato assolto nel novembre 2015, dalla Corte di appello, per non aver commesso il fatto.

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