Benevento

Dovevano essere ascoltati oggi, ma entrambi erano assenti. Per uno di loro- l'ingegnere Russo, uno dei consulenti del Pm – è emerso un problema di notifiche, per l'altro – un architetto di Palazzo Mosti – è stata invece decisa una multa di 100 euro. Rinviate al 31 maggio, dunque, le loro escussioni nel processo denominato Mani sulla città, nato da un'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della digos su appalti e forniture di beni e servizi di Palazzo Mosti.

Quarantotto imputati (oltre ad alcune società)- ex o attuali amministratori, funzionari, dirigenti, tecnici del Comune di Benevento, e imprenditori - ed accuse, a vario titolo – alcune delle quali ormai prescritte – che vanno dalla corruzione alla concussione elettorale, dalla turbativa d'asta alla truffa e all'abuso d’ufficio, dalla corruzione al falso, alla frode nelle pubbliche forniture e alle fatture false.

L'indagine era finita all'attenzione dell'opinione pubblica nel gennaio 2013, quando erano state eseguite alcune misure cautelari, successivamente attenuate e revocate. Questa mattina una nuova udienza, scandita dall'acquisizione delle dichiarazioni di un operaio e dalla deposizione in aula, dopo quella resa agli investigatori, dell'architetto Amalia Villaccio, chiamata a riferire, rispondendo alle domande del pm Maria Scamarcio, del legale della parte civile (il Comune di Benevento) e dei difensori, su uno dei capitoli dell'attività investigativa, contestato anche ad altre persone e relativo ai rapporti tra Antonio Cavaliere, indicato come amministratore di fatto della 'Costruendo srl', e l'ingegnere Vincenzo Rosiello, entrambi a giudizio.

Nel mirino, tra il 2007 ed il 2009, il cambiamento di destinazione d'uso di una vasta area di terreno da agricolo a residenziale, nell'ambito della redazione del Piano urbanistico comunale - la 'Costruendo è ritenuta la società promissaria acquirente del fondo -, e il presunto versamento di una somma di denaro.

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