di Marco Festa
Ieri sera, nel corso dell'ultima puntata della stagione di "Derby B", è intervenuto telefonicamente Walter Taccone. Il presidente dell'Avellino ha parlato così, per la prima volta in assoluto dopo la salvezza dei biancoverdi, in diretta sul canale 696.
La vittoria di Terni - “È stata una partita importante, i ragazzi hanno fatto quello che dovevano fare, sono entrati in campo con l’intenzione di vincere la partita e pur passando in svantaggio non si sono demoralizzati; hanno reagito alla grande e hanno disputato una bella gara. La partita mi è piaciuta, sono stato in ansia fino alla fine continuando a logorare il mio sistema cardiovascolare. Se continuiamo così mi sa – ride – che presto dovrete trovarvi un altro presidente. È stata una salvezza meritata, che in fondo non è mai stata in discussione, ma è chiaro che c’era una preoccupazione motivata per le ultime due partite: le abbiamo vinte, per fortuna. Il gol di Signori? Ho pensato che sarebbe andata come lo scorso anno con il Latina; che Ardemagni e Castaldo avrebbero ribaltato il risultato. Così è stato, proprio come speravo.”
Il futuro di Foscarini - “Non posso dire nulla. Mi devo consultare prima con mio figlio e il direttore sportivo e poi prenderò delle decisioni che vi comunicherò la prossima settimana. Non voglio ritrovarmi a dover smentire da qui a pochi giorni delle mie dichiarazioni potenzialmente avventate.”
La stagione - “Sono amareggiato: con questa squadra, con i sacrifici fatti, con i giocatori che abbiamo, mai avrei immaginato di arrivare all’ultima giornata per salvarci. Pur essendo partiti con obiettivi diversi esserci salvati così è stato come vincere un campionato. Ho gioito come quando a Catanzaro, nel 2013, salimmo in Serie B. Sono soddisfatto di come è finito il campionato, ma non di come è andato.”
Il futuro della società - “In questi giorni dovrò valutare se sono ancora ben voluto dalla piazza, tolti i famosi quaranta cinquanta cretini che scrivono sui social. Sia chiaro: io non voglio restare, me ne voglio andare, ma non c’è nessuno che vuol venire. Se domani mattina qualcuno mi chiama e mi dice: ‘Ho trovato un imprenditore che vuole prendersi l’Avellino’, gli apro la porta, lo faccio entrare, gli offro qualcosa, anche dello champagne, gli do l’Avellino e stiamo tranquilli. Finché ciò non c’è nessuno che vuole l’Avellino è inutile parlare di futuro.”
Il rapporto con i tifosi - “A Terni i tifosi erano più di duemila, ho avuto la fortuna di incontrarmi con qualcuno di loro prima della partita, prendendo un caffè, non ho avuto una contestazione. Neanche mezza. Mi hanno rincuorato dicendomi: ‘Andiamo avanti, siamo con lei’. Le persone che vengono a vedere la partita stanno tutti con l’Avellino. E se l’Avellino è impersonato, oggi, da me, per proprietà transitiva i tifosi sono con me. Devo però fare delle verifiche: se mi accorgerò che la frangia degli scontenti sono pochi prenderò delle decisioni, viceversa lascerò la palla a qualcuno che spero che la possa raccogliere, in ultima analisi al sindaco di Avellino.”
Il Frosinone dell'amico Stripe ai play off dopo la beffa casalinga con il Foggia - “Non ho avuto il coraggio di parlare con il mio amico Maurizio Stirpe, gli ho mandato solo un messaggio. Gli auguro con tutto il cuore di raggiungere la Serie A”.