di Andrea Fantucchio
«Mi prendi ottocento grammi di maccheroni... ma la maglietta ti serve sempre XXL?», per l'antimafia di Napoli gli intercettati non erano né esperti gourmet né venditori di abiti al dettaglio, ma spacciatori e anche organizzatissimi. Bisognerà attendere il 29 giugno per conoscere l'esito dell'udienza preliminare per i quindici imputati in un'inchiesta su un presunto vasto giro di droga, per lo più hashish, fra Avellino e l'hinterland. Questa mattina è tutto saltato per la mancanza di alcuni faldoni.
L'inchiesta è partita nel 2014. Tutto è iniziato con una busta di droga lanciata dal balcone. Qualcuno che – per gli investigatori – aveva deciso di liberarsi delle prove. Ma le cose erano andate diversamente. La squadra antistupefacenti della Mobile, coordinata dall'ispettore superiore Roberto De Fazio, aveva iniziato a intercettare l'uomo che aveva lanciato la droga dal balcone: si tratta di un'atripaldese. E così avevano scoperto l'esistenza della presunta associazione a delinquere.
La "roba" per gli investigatori arrivava da Napoli. Poi c'era una squadra di corrieri, inizialmente gambiani, che si occupava di distribuirla. Un chilo fra hashish e marijuana ogni settimana. Per la richiesta di un mercato di decine e decine di persone, anche giovanissimi. Le loro dichiarazioni hanno giocato un ruolo chiave nell'indagine coordinata dalla Dda di Napoli ma eseguita, materialmente, proprio dagli investigatori della Mobile di Avellino diretta dal dirigente Michele Salemme.
«Portami una scheda da seicento». Era il segnale per far partire l'hashish. Sono scattate le manette ai polsi dei corrieri di Napoli: «i niri» ai quali faceva probabilmente riferimento uno degli indagati intercettato a telefono. La banda ha provato a cambiare percorso per portare la droga in città. Le trattative non avvenivano più a Piazza Libertà, ma in riva al mare a Salerno. Nuovi arresti.
A inizio anno la Procura di Napoli ha notificato quindici avvisi di conclusione indagini. La lista dei sospettati si apre con C.G., 40 anni, di Avellino, che avrebbe promosso, organizzato e diretto l'associazione: procurando lo stupefacente da vendere, mantenendo i contatti con i fornitori, curando i profili finanziari delle operazioni, controllando l'attività; e prosegue con V.Z., 33 anni, di Atripalda, che avrebbe controllato con il primo la gestione dell'attività di spaccio, e in più occasioni si sarebbe occupato di vendere la marijuana e reperire nuovi clienti. Per gli inquirenti avrebbe più volte accompagnato con la sua auto, C.G., nei luoghi nei quali sarebbe avvenuta la cessione delle sostanze stupefacenti.
Nell'elenco compaiono poi M.S.S., 35 anni, fidanzata di C.G. - si sarebbe occupata di spacciare la marijuana al dettaglio e avrebbe cooperato col compagno in più occasioni per detenere la sostanza stupefacente in attesa della vendita-; .C.G., 21 anni, di Atripalda - avrebbe svolto il ruolo di corriere e di spacciatore-; .S.J.C., 22 anni, di Avellino, F.M., 32 anni di Napoli, V.S., 32 anni -,si sarebbero occupati del trasferimento della droga e della vendita al dettaglio-.;M.G.V., 43 anni, di Avellino, V.Z.F., 23 anni, di Avellino, M.A.S., 41 anni, di Avellino - ritenuti corrieri abituali-; G.P., 57 anni, di Pagani, A.D.S., 40 anni, di Nocera, G.D., 50 anni, di Gragnano, B.D.T., 22 anni, di Solofra, F.D.A., 23 anni, di Atripalda, indicati dagli inquirenti come stabili fornitori di stupefacenti.