di Simonetta Ieppariello
Erano fuggite dalla Nigeria nella speranza di un futuro migliore, ma una volta approdate in Italia erano diventate schiave del sesso, sfrutta dalla Mommy, la madamme una feroce aguzzina di 30 anni che le aveva sistemate in quell’appartamento di Lago Patria.
Donne, ragazzine sbarcate in Italia e trattate come bestiame da sfruttare sul mercato del sesso: è quanto emerge dalle indagini aperte nell’aprile del 2016 dopo la denuncia di una minorenne nigeriana che ha raccontato la sua tragica odissea.
Tante le minorenni scappate dal proprio Paese e finite sulla strada a battere i marciapiedi, costrette a offrire il proprio corpo in cambio di soldi da cedere a una “madame” che le teneva sotto controllo.
Stamattina gli arresti della Polizia su richiesta della Dda per associazione a delinquere avente carattere di transnazionalità, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.
Ricostruita l’organizzazione tra madame, aguzzini, accompagnatori e veri e proprie reclutatori nei paesi di origine tra Libia e Nigeria. Questi ultimi organizzavano i presunti viaggi della speranza, che in realtà traghettavano le povere ragazze in un nuovo atroce inferno.
La giovane vittima era sbarcata a Lampedusa circa due anni fa, dopo un duro viaggio su un barcone partito dalla Libia con altri 140 connazionali. La ragazza, come le altre, prima di lasciare il suo villaggio in Benin City, era stata sottoposta al “rito voodoo”, un rito magico per “legarle” ulteriormente al loro sfruttatore.
Una volta in Italia, però, la giovane vittima si è ritrovata a Napoli a fare la prostituta con una compagna di viaggio. Erano diventate schiave di una “madame”, Glory il suo nome che per la loro liberazione pretendeva che saldassero un debito di 30 mila euro. La mommy aveva saldato in anticipo le spese del viaggio e badava a tutto dall’acquisto di abiti provocanti e preservativi, fino ad organizzare lo spostamento sulle strade su cui vendere i propri corpi tra cui Battipaglia e Giugliano.