Benevento

Nove mesi – uno in più di quelli chiesti dal Pm -, pena sospesa, il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, ed il pagamento di una provvisionale, immediatamente esecutiva, in favore dei figli e di un fratello della vittima, che si sono costituiti parti civili con l'avvocato Nico Colangelo.

E' la condanna stabilita questa sera dal giudice Francesca Telaro al termine del processo a carico della dottoressa Roberta Maria Pennacchio (avvocato Antonio Aprea), chiamata in causa, per omicidio colposo, come sanitario di turno al Fatebenefratelli il 16 novembre del 2013. E' il giorno nel quale Carmine Masone, 64 anni, di Benevento, si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale del viale Principe di Napoli, lamentando dolori ad un braccio ed allo stomaco.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al paziente, accompagnato da due figlie che avevano illustrato la sua condizione di cardiopatico, era stato praticato un prelievo di sangue ed un elettrocardiogramma, dopo i quali la professionista avrebbe individuato in una cattiva digestione la causa dei sintomi accusati dall'uomo. Che a quel punto, rassicurato, aveva dunque lasciato l'ospedale, rientrando nella sua abitazione. Il dramma si era consumato a distanza di alcune ore, nel corso della notte, quando un malore non gli aveva dato scampo. I familiari avevano presentato una denuncia, con l'obiettivo di far luce sulla vicenda, la Procura aveva affidato al medico legale Monica Fonzo l'incarico di procedere all'autopsia.

Tappe di un'inchiesta che si era conclusa con due richieste avanzate dal Pm: l'archiviazione della posizione di un cardiologo ed il rinvio a giudizio di Pennacchio, stabilito dal gup Roberto Melone nel gennaio 2016. Ora, a distanza di due anni e quattro mesi dal dramma, la sentenza di primo grado e la condanna della dottoressa.

Esp