di Simonetta Ieppariello
E' stata aperta un'inchiesta sulla morte di Giuseppe Esposito, napoletano di vent'anni, morto il 17 maggio in un ospedale Umberto I di Roma.
Il giovane era in attesa del trapianto di polmoni. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Lo ha fatto dopo la denuncia presentata dai familiari. Sarà l'autopsia a chiarire le cause del decesso. Intanto sono state effettuate verifiche e accertamenti sul macchinario a cui Giuseppe era attaccato, in attesa del trapianto. Il macchinario è stato sequestrato come la sua cartella clinica. Serviranno sessanta giorni per ricostruire le ultime ore di vita del giovane ed accertare eventuali responsabilità.
Esposito era ricoverato nel reparto dal 5 maggio per fare una serie di analisi . Una serie di accertamenti necessari per capire se fosse stato possibile impiantare nuovi polmoni. «Mio fratello era lucido e vigile - racconta la sorella Michela al Tempo- ma dopo dalla sera di domenica 13 maggio le sue condizioni sono cominciate a peggiorare». La situazione precipita la notte del 16 maggio.Il ragazzo, secondo quanto raccontato dai familiari, avrebbe nella notte inviato un messaggio in cui raccontava di problemi legati al macchinario a cui era attaccato, accusando i sanitari e temendo il peggio. IL macchinario è l'Ecmo che serve per abbassare il livello di anidride carbonica nel sangue, a cui doveva essere sostituito il filtro. Intorno alle 7,20 il ragazzo è stato dichiarato morto.
Intanto l'ospedale Umberto I ha avviato una indagine interna, rassicurando sulla correttezza di procedura e assistenza.
Su Facebook Michela affida a un post la sua amarezza: «Lo hanno fatto morire dissanguato, non è morto per la fibrosi cistica. Non abbassiamo l'attenzione su questa cosa, solo così posso sapere la verità confidando nella magistratura».