di Andrea Fantucchio
I carabinieri lo avevano inseguito in auto fra le strade della città di Avellino, prima di fermarlo e poi sequestrare nel corso della stessa operazione anche un proiettile e una pistola che gli erano valse un'accusa per detenzione abusiva di armi da fuoco. Questa mattina è arrivata la decisione del giudice per le udienze preliminari Vincenzo Landolfi: due anni, pena patteggiata e sospesa. Così come contenuto nella richiesta avanzata da Michele De Vita, difensore del 19enne C.F., accolta dal pubblico ministero Roberto Patscot.
La vicenda giudiziaria nasce da un'arresto eseguito dai carabinieri a marzo. Per i militari il ragazzo, individuato nei pressi di Contrada Archi, non si era fermato al posto di blocco speronando anche la "gazzella" dell'Arma. Era seguita una rocambolesca fuga fra le strade di Avellino terminata con l'arresto dell'imputato.
Nel corso della successiva perquisizione i militari avevano rinvenuto un bossolo oltre a vari arnesi da scasso, 250 euro in contanti e un borsellino con residui di cocaina. Il giorno successivo i carabinieri, dopo aver ripercorso i luoghi dell'inseguimento, avevano trovato la pistola che ipotizzavano appartenere al giovane.
L'arma - per gli investigatori - era caricata con due proiettili compatibili con quello trovato nell'auto. La difesa questa mattina, dopo la discussione, è riuscita a ottenere il patteggiamento e così anche la sospensione della pena.