Malzoni, è il giorno del tavolo in Prefettura. Sindacati e vertici dell'azienda si ritroveranno questa mattina, alle ore 10,30, a Palazzo di Governo per parlare del piano di riassetto aziendale che ha scatenato una vera e propria bufera.
Sindacati in rivolta dopo l'avvio delle procedure di mobilità per 21 lavoratori della Diagnostica e conseguente disdetta dal contratto collettivo di lavoro. Ma non solo. Sul tavolo del numero uno della Prefettura, Carlo Sessa, c'è anche un piano di rientro che prevederebbe il taglio sugli stipendi dei lavoratori della clinica di viale Italia. Un rientro di sei milioni di euro da ottenere in sei anni, tagliando del venti per cento il saldo in busta paga di ogni lavoratore.
«Continuano a non trovare alcuna soluzione equa - spiega Romina Iannuzzi, referente Nursind delle lavoratrici Tempor -.Prima la legge, per ristrutturare il debito ha consentito il concordato preventivo, ora si parla di tagli sugli stipendi del venti per cento. Avevamo già detto no. Ma non è bastato».
Secondo quanto riferito dai sindacati. «Non si sono fermati e hanno, baipassando del tutto i rappresentanti di categoria, convocato gruppi dai lavoro per convincerli ad accettare e chiedendo quanto fossero disposti a sacrificare del loro stipendio. Come si fa a chiedere sacrifici a chi li fa già da troppo tempo?».
Iannuzzi spiega in un documento che sarà consegnato a Sessa come da tempo nella struttura si sopportino ritmi insostenibili, con personale ridotto.
«Perché chiedere a chi già ha dovuto rinunciare agli arretrati della mensa mai più erogati, a chi ogni giorno rinuncia all indennità contrattuali mai corrisposte, al premio di produzione o agli stipendi di dicembre e gennaio e alla tredicesima di fare altri sacrifici?
Il tutto mentre dirigenti ed amministrativi continuano a percepire inaccettabili privilegi come superminimi e assegni ad personam».
Simonetta Ieppariello