di Andrea Fantucchio
Molestie sessuali a una studentessa minorenne disabile. E’ stata eseguita una misura cautelare a carico del 37enne professore beneventano, A.F., già ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale e stalking a una sedicenne che frequentava il liceo artistico Paolo Anania di Avellino. Liceo dove – secondo questa nuova accusa – il 18 novembre dello scorso anno sarebbe avvenuto anche l’episodio che riguarda la ragazza disabile. Il supplente le avrebbe palpato il seno in una delle aule.
L’ordinanza di applicazione degli arresti domiciliari è stata firmata dal gip, Fabrizio Ciccone, ed eseguita pochi minuti dopo le 18 di oggi pomeriggio dai carabinieri del nucleo investigativo di Avellino, agli ordini del capitano Quintino Russo.
Il professore nei prossimi giorni avrà l’occasione, se non deciderà di restare in silenzio, di offrire la sua versione dei fatti nell’interrogatorio dinanzi al giudice per le indagini preliminari. Quando sarà affiancato dagli avvocati Roberto Pulcino e Andrea De Longis junior.
Nelle scorse settimane il sostituto procuratore presso il tribunale di Avellino, Luigi Iglio, aveva ottenuto dal gip di ascoltare due ragazze che sarebbero state oggetto dell’attenzione del professore. Durante l’incidente probatorio, alla presenza di una psicologa, la minorenne che aveva fatto scattare l’indagine aveva confermato in larga parte tutte le accuse. Ha raccontato di essere stata seguita per giorni dal professore che sul bus, in più occasioni, si sarebbe strusciato contro di lei. Fra gli episodi contestati parlava anche di quella volta che l’indagato l’avrebbe guardata insistentemente in classe durante l’ora di sostituzione. L’altra ragazza, che frequenta un’altra scuola superiore al centro di Avellino, aveva invece descritto un unico episodio avvenuto sul pullman: si sarebbe sentita osservata con insistenza dal professore.
Durante l’indagine è emerso come diverse studentesse avessero segnalato i comportamenti inopportuni del docente che era stato poi richiamato dalla dirigenza, ma senza che fosse applicata alcuna sospensione. Infine era arrivato l’arresto eseguito dai carabinieri di Avellino. Il comandante provinciale, il colonnello Massimo Cagnazzo, si era complimentato con il lavoro svolto dai colleghi fra i quali il maresciallo Francesca Bocchino che aveva avuto il delicato compito di parlare con la ragazzina. Il colonnello aveva poi approfittato della conferenza stampa per ricordare a tutte le vittime di violenza l’importanza di denunciare. Intanto il professore era stato raggiunto anche da un'ordinanza applicativa della misura interdittiva della sospensione dalle pubbliche funzioni con estensione di otto mesi.