di Andrea Fantucchio
Truffa aggravata, peculato, riciclaggio di decine di migliaia di euro destinati all’assistenza dei disabili. Alcune delle ipotesi di reato contenute nel decreto di perquisizione e sequestro d’urgenza dei Procuratori Rosario Cantelmo e Vincenzo D’Onofrio a carico degli indagati nell’inchiesta Aias. Ieri mattina sono state chiuse le sedi di Nusco e Calitri.
Per gli inquirenti la figura di collegamento delle onlus indagate, “Noi con Loro” e” Aias”, era Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier Ciriaco De Mita. La guardia di finanza, su disposizione della Procura, ha eseguito diversi sequestri fra i quali: 84mila euro riconducibili proprio alla Onlus Noi con Loro e alla Hs Soluzioni Srl degli imprenditori Marco e Massimo Preziuso, oltre 3100 dal conto personale della moglie di De Mita e 6mila da quello della figlia Simona De Mita, indagata con la sorella Floriana, per lei un sequestro da circa 3700 euro: le due sorelle avrebbero svolto un’attività di consulenza informatica fittizia all’interno di un progetto finanziato con i soldi pubblici. Altri 120mila euro sarebbero stati sequestrati all’ex presidente dell’Aias Gerardo Bilotta: cifra che per l'accusa sarebbe stata distratta per la costruzione dell'immobile.
De Mita al momento non risulta fra gli indagati anche se il suo nome spunta negli atti dell'inchiesta. Per i magistrati in un’occasione avrebbe personalmente interagito con funzionari della Regione Campania per comprendere e capire lo stato della pratica dell’Aias. Nelle scorse settimane l'ex premier era stato ascoltato in Procura come persona informata dei fatti.
Nel mirino dei magistrati anche progetti finanziati con i fondi Por 2007/13 e l’accreditamento provvisorio riconosciuto dalla Regione alla Onlus fino al 2013 senza intervento da parte dell’Asl. Si indaga sui 200mila euro per la Digitalizzazione e messa in rete di archivi e biblioteche. E su una serie di false fatturazioni che avrebbero permesso ad alcuni degli indagati di ottenere una trance del finanziamento. Annamaria Preziuso e Gerardo Bilotta sono accusati di peculato in concorso per l'utilizzo complessivo di circa 120mila euro per pagare le imprese che hanno realizzato un edificio di proprietà dell'ex presidente di Aias.