di Simonetta Ieppariello

Telecamere sulle ambulanze.Lo ha deciso Mario Forlenza, direttore generale della Asl Napoli 1 centro, dopo la vicenda dell'ambulanza sequestrata nella notte di ieri mentre sostava davanti all'Ospedale Vecchio Pellegrini, centro di Napoli, per soccorrere un centauro morto. Si tratta della 37esima aggressione al personale della rete dell’emergenza. Un provvedimento straordinario per limitare gli assalti, la violenza, le aggressioni.  La delibera prevede l'acquisto di «dash cam» ossia telecamere che riprendono tutto quello che avviene attorno al mezzo di soccorso e in aggiunta di dotare il personale di «Body cam» che vengono applicate in corrispondenza dei taschini degli operatori, utili in particolare nelle aggressioni personali. (vedi video)

«Il gravissimo episodio dell'ambulanza sequestrata domenica mentre stazionava davanti all'Ospedale Pellegrini per un intervento di emergenza - dice Forlenza all'Ansa - dimostra che è più che mai utile intervenire». E l’Asl ci costituira’ parte civile in tutti i procedimenti penali avviati a seguito di aggressioni a danno di operatori o danneggiamenti a mezzi e strutture aziendali».

I racconti si susseguono inesorabili: schiaffi, pugni, insulti, anche sputi. L’ospedale Pellegrini, nelle parole di chi ci lavora, è un girone dell’inferno trasferito nel cuore della Pignasecca. Amaro e accorato l’appello a maggiore sicurezza quello lanciato dall’autista dell’ambulanza protagonista dell’ultima feroce aggressione, rilasciato ai microfoni di radio Rai.

«Erano ovunque e sembravano indemoniati, mi hanno preso di peso e poi mi hanno costretto a guidare». Pasquale, l’autista sequestrato nella notte di domenica, è comprensibilmente sotto shock. A bordo del mezzo pare siano saliti in quattro, costringendolo ad imboccare gli stretti budelli del centro antico per raggiunger eil luogo del sinistro.

Attorno all’ambulanza c’era una folla di persone e di scooter che avanzavano. Era il caos. Fuori dal mezzo una folla inferocita.

Insomma, una notte di violenza e follia nel cuore di Napoli. Qualche medico amaro commenta quanto accaduto, invocando più sicurezza, più mezzi e più personale.