di Siep

Si terrà a giorni l'interrogatorio di Ciro Guarente, il 36enne in carcere da quasi un anno per l'omicidio di Vincenzo Ruggiero, attivista gay .

Per la Procura di Napoli Nord sarebbe stato ucciso a colpi di pistola da Guarente e poi fatto a pezzi. Il cadavere orribilmente dilaniato, smembrato venne nascosto in autolavaggio del quartiere napoletano di Ponticelli.  

Dall'avviso emesso dall'ufficio inquirente emergono dettagli raccapriccianti sulle modalità di uccisione e di occultamento del cadavere da parte di Guarente, che risponde di omicidio premeditato; modalità accertate dai consulenti nominati dalla Procura diretta da Francesco Greco.

Il cadavere venne rinvenuto sotto un massetto di cemento. Oltre una settimana fa la procura ha notificato l'avviso di conclusione indagini a Guarente, e all'altro indagato Francesco De Turris, accusato di aver ceduto al presunto omicida la pistola calibro 7,65 usata per uccidere Ruggiero.

Il movente che ha armato la mano del 36enne sarebbe la gelosia. Guarente non sopportava l'amicizia tra Vincenzo e la sua compagna una trans con cui Guarente aveva una relazione da molti anni.  
Probabilmente nei prossimi giorni, la Procura dovrebbe restituire la salma di Vincenzo (ancora nelle celle dell’istituto di medicina legale) alla mamma, quest’ultima da mesi chiedeva la possibilità di dare una degna sepoltura di quel figlio ucciso barbaramente.

Oltre all’accusa di omicidio premeditato, c’è anche quella di vilipendio di cadavere .

Il cadavere del ragazzo venne orribilmente mutillato con la testa che ancora non è stata trovata. «Prima due colpi dall’alto verso il basso e poi un terzo colpo sulla schiena. Contemporaneamente all’esplosione dei colpi d’arma da fuoco, – viene scritto nel capo di imputazione -, Guarente aveva assoldato una persona che facesse esplodere fuochi d’artificio fuori dalla casa di Aversa per non destare sospetti. Ha tagliato il corpo a metà con un’ascia, ha amputato l’arto superiore destro, alcune dita della mano sinistra. Ha praticato un profondo taglio lungo lo sterno in senso longitudinale per riempirlo di acido così da corrodere gli organi».