di Simonetta Ieppariello

Avrebbero favorito la latitanza degli uomini di punta del clan Polverino, arrestati nei mesi scorsi in alcune città del Lazio.

Blitz di due procure, quella di Napoli e quella di Roma, contro il clan Polverino, con misure cautelari per tre latitanti e quattro fiancheggiatori. I carabinieri di Napoli hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze emesse dal gip partenopeo e romano.

Le indagini, coordinate dalla due procure in stretta collaborazione fra loro, hanno permesso l'individuazione di una rete di insospettabili fiancheggiatori della cosca attiva sul territorio campano e su quello laziale, militarmente ed economicamente tra le più potenti del Napoletano. La rete ha assicurato la latitanza di esponenti di vertice del clan e, in particolare, di Giuseppe Simioli, Carlo Nappi e Giuseppe Ruggiero, anch'essi destinatari della misura per possesso di documenti di identificazione falsi.

Le indagini hanno permesso di raccogliere indizi di colpevolezza a carico di alcuni indagati che avrebbero fornito al latitante assistenza logistica e materiale, provvedendo, mediante intestazione a se stessi o a terzi, a stipulare contratti di affitto di immobili nella provincia di Roma e Viterbo e a soddisfare le sue esigenze,  tra le quali le prenotazioni di esami medici di laboratorio.

Quattro le persone arrestate che dovranno rispondere della detenzione, durante la latitanza, di documenti contraffatti forniti loro da altri soggetti (due dei quali raggiunti dalla misura cautelare del divieto di dimora in Napoli e provincia).

Le indagini sono il risultato di un accurata analisi ispettiva dopo la cattura di Carlo Nappi e Giuseppe Ruggiero avvenuta il 14 settembre 2016 in una villetta nei pressi di Pomezia; erano ricercati dal 2011 in relazione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea per associazione di tipo mafioso, estorsione e traffico internazionale di droga.

Il provvedimento emesso dal GIP di Roma, invece, scaturisce dalle investigazioni connesse alla cattura di Simioli Giuseppe, il 26 luglio 2017, quando i carabinieri di Napoli insieme ai “Cacciatori” di Calabria e ai colleghi di Ronciglione, nel Voterbese, lo hanno catturato nel corso dello spostamento da una lussuosa villa di Campagnano, un vero e proprio resort di lusso completo di vasca idromassaggio e di comfort di ogni genere, verso un nuovo covo di Viterbo.