Napoli

Comincia a sentirsi l'effetto Carletto a Napoli: più che per i colpi e i top player annunciati, ma siamo solo a maggio e dunque è presto, per la diaspora di campioni che pare evitata. Eh si perché nel post Sarri si era percepito il clima di smobilitazione tipico delle truppe che perdono una rivoluzione dopo essere riusciti quasi a sovvertire l'ordine costituito. Hamsik dato per partente verso l'oriente e gli yuan, tanti yuan, le solite dichiarazioni dell'agente di Koulibaly pronto a portare il suo assistito in tutti i maggiori club europei, che peraltro meriterebbe, Mertens tra Premier e Cina per chiudere, come Hamsik, al meglio la carriera e le opportunità di mettere al sicuro figli, nipoti, mogli, amanti e cani.


Tutti sicuri che dopo il comandante ci sarebbe stato un tentativo maldestro di emulare le gesta rivoluzionarie dell'armata azzurra ormai logora, tutti sicuri che i vecchi generali sarebbero stati sostituiti da giovincelli soldati semplici inesperti ma solo fedeli all'ideale, rivoluzionario ma stavolta un po' annacquato dalle idee padronali. Con un Giampaolo o un Gasperini, in pratica, sarebbe stata diaspora quasi totale, con la ribalta per la paranza dei bimbi, da Ounas a Rog a Diawara e i vecchi capi a cercar fortuna su altre piazze.


Il sopracciglio ammiccante di Carletto ha stravolto le dinamiche, però, tant'è che solo ieri sono arrivati quasi contemporaneamente due messaggi precisi. Quello di Hamsik, che dopo aver confessato di essere molto tentato dalla Cina ha fatto una inversione di marcia quasi totale, dichiarando di avere un contratto col Napoli e volerlo rispettare e di essere molto stuzzicato dall'idea di giocare con Ancelotti. Idem Mertens, che non ha mai nascosto l'amore per la città autobollandosi come napoletano sui social, e che ieri in pratica sembra aver chiuso ogni discorso sull'eventualità di lasciare Napoli: “Futuro? Voglio vincere a Napoli, Ancelotti mi ha chiesto di restare”.

Qualche sacrificio in ogni caso ci sarà, Giuntoli dovrebbe volare a Manchester per la cessione di Jorginho, considerato sostituibile da Ancelotti...e c'è il rischio relativo alle clausole rescissorie che al di là delle dichiarazioni di De Laurentiis su amore e altri demoni rappresentano una possibilità concreta per i calciatori di scappar via, se uno paga moneta non solo vede, si porta via il cammello con tutta la bardatura. Proprio in questo senso vanno probabilmente inquadrate le telefonate di questi giorni di Ancelotti: scongiurare il rischio che i calciatori incentivino eventuali pagatori delle clausole rescissorie. Telefonate quantomai importanti dunque, vitali quasi quanto quelle di una vecchia pubblicità: per cui, se qualcuno ha a cuore il Napoli ed ha la possibilità di seguire Ancelotti, gli stia vicino tenendo sempre un caricabatterie di riserva o un ripetitore di segnale. Sia mai che non gli prenda o si scarichi il cellulare quando ha in mente di mandare la foto delle sue sopracciglia a Koulibaly.

Cristiano Vella