Un cambiamento climatico repentino e imprevedibile. Con estate roventi e secche e un inverno sempre più piovoso. Entro fine secolo la Campania dovrà fare i conti con una drastica modifica del clima, così come del resto tutto il pianeta. Questi i risultati della simulazione realizzata dal Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira) e dal Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) in collaborazione con l'Autorità di bacino regionale della Campania centrale. Lo studio è stato presentato a Benevento, all'università del Sannio, nell'ambito dei seminari dedicati alla divulgazione scientifica, da una delle autrici, Paola Mercogliano.
Una estremizzazione dei fenomeni – le cui avvisaglie sono già citate, del resto, nel tempo che viviamo – che potrebbe portare ad un aumento esponenziale del rischio frane, in un territorio come quello campano già fortemente a rischio. Gli scenari sono stati realizzati per due periodi: quello dal 2021 al 2050 e dal 2071 al 2100, prendendo come punto di riferimento l'immissione in atmosfera di gas serra al ritmo attuale. E allora entro la metà del secolo le temperature regionali potrebbero salire di ben 2 gradi, addirittura di 3 entro fine secolo.
Andando nello specifico, si parla di una riduzione delle precipitazioni pari al 30% durante l'estate nel primo periodo, addirittura del 70% entro fine secolo. In inverno, l'aumento previsto delle precipitazioni potrebbe far peggiorare il dissesto idrogeologico.
«L'obiettivo della simulazione – ha spiegato Mercogliano – è fornire agli amministratori un quadro degli scenari futuri sia per fare prevenzione sia per mettere a punto sistemi di allerta rapida. Ma oltre a questo è importante incrementare il monitoraggio e in particolare quello delle aree più a rischio, come Sarno ma anche Salerno e la Costiera».
GbL