Ancora una rissa nel carcere di Salerno, ieri pomeriggio a picchiarsi sono stati alcuni detenuti africani. Ferito un poliziotto penitenziario, che era intervenuto per riportare l'ordine. A darne notizia è Emilio Fattorello, Segretario Nazionale per la Campania del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe: "Ancora violenza e rinvenimenti telefoni cellulari nel carcere salernitano. Criticità ieri pomeriggio alla apertura delle celle alla Prima Sezione. Due gruppi di detenuti africani hanno dato vita ad una feroce rissa tra di loro senza esclusione di colpi.

Durante i tafferugli, due colleghi della Polizia Penitenziaria hanno riportato lesioni e poi ricoverati con 118 all'Ospedale civile: uno ha una gamba rotta ed è  stato ingessato con 25 giorni di prognosi, l'altro se le è cavata con tre giorni di prognosi. Dall'inizio della settimana sono stati rinvenuti altri tre cellulari di cui uno questa mattina. Ormai non abbiamo più parole per descrivere le criticità della Casa Circondariale di Salerno. E’ del tutto evidente che il carcere di Salerno, sotto il profilo dell’organizzazione e della sicurezza è allo sbando”.

“Ogni giorno succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre”, denuncia Fattorello. “Altro che carcere umano e più sicuro, come prometteva il Ministro della Giustizia Orlando: Salerno è un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.

Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto: gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio – aggrediti da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno, come avviene sistematicamente proprio a Salerno. Cosa si aspetta a mandare nel carcere gli ispettori del Ministero della Giustizia a constatare i continui fallimenti dell’attuale direttore e del Comandante di Reparto? E non è certo con la censura che si vorrebbe imporre nel carcere, con alcune recenti disposizioni interne che vorrebbero vietare di dare all’esterno di quel che avviene in carcere a Salerno, che le cose possono migliorare…”.

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, esprime solidarietà e parole di apprezzamento per gli Agenti contusi e feriti a Salerno: “Ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del Corpo in servizio negli Istituti penitenziari del Paese, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Sono oggettivi i numeri riferiti alle colluttazioni ed ai ferimenti nelle carceri italiane, riferiti all’anno 2017: le colluttazioni sono state 7.446 ed i ferimenti 1.175.

Ossia, statisticamente 20 colluttazioni e 3 ferimenti al giorno! Non fanno statistica ma sono reali le aggressioni verbali di quei detenuti che inveiscono, offendono e poi scagliano contro i poliziotti penitenziari le proprie feci, l’urina o la candeggina… E allora è mai possibile che nessuno, al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, abbia pensato di introdurre anche per la Polizia Penitenziaria ed i suoi appartenenti, per fronteggiare ed impedire aggressioni fisiche e selvagge, strumenti come quelli in uso a Polizia di Stato e Carabinieri, ossia pistola “taser” e spray al peperoncino? Evidentemente le priorità erano e sono altre: come, ad esempio, consentire l’uso della sigaretta elettronica nelle celle o prevedere le “doccette” nei cortili passeggi per dare refrigerio ai detenuti durante i mesi estivi (dimenticandosi per altro, sistematicamente, l’adozione concreta di provvedimenti per il benessere del Personale di Polizia Penitenziaria, specie di quello che vive nelle Caserme…)”. 

S.B.