Benevento

Si chiamano accertamenti tecnici non ripetibili. Vanno eseguiti nel contraddittorio delle parti, come quando viene disposta un'autopsia, che vanno perciò 'avvisate': sia gli indagati, se ne figurano già, sia le parti offese.

E' quanto accaduto nell'inchiesta del procuratore Aldo Policastro e del sostituto Assunta Tillo sull'omicidio di Valentino Improta, 26 anni, di Montesarchio, rinvenuto carbonizzato, lo scorso 4 maggio, in una Fiat Punto, intestata alla madre, ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, nelle vicinanze di un'area pic-nic sul monte Taburno. La discovery parziale degli atti, diventata inevitabile in vista degli accertamenti, non ripetibili, che il 5 giugno dovranno curare i carabinieri del Ris di Roma su alcuni reperti sequestrati, ha fatto emergere la chiamata in causa, nell'indagine, di Pierluigi Rotondi, un 30enne di Tufara, difeso dall'avvocato Francesco Fusco.

Ecco perchè ha ricevuto l'avviso del Pm, recapitato anche ai familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Federico Paolucci ed Ettore Marcarelli. Un atto che permetterà a tutti di indicare un consulente che partecipi alle operazioni. Si tratta di accertamenti di natura biologica, chimica e balistica che riguarderanno non solo la Punto divorata dalle fiamme ed una Mercedes classe A, ma anche qualche indumento, un paio di mozziconi di sigarette, barattoli di vetro, materiale combusto, un bossolo e pallini da caccia.

In attesa dell'autopsia, l'appuntamento nella Capitale si annuncia come una tappa importante nello sviluppo dell'attività investigativa affidata ai carabinieri della Compagnia di Montesarchio, impegnati a far luce su un delitto agghiacciante, sul cui sfondo si staglia la vicenda della drammatica rapina compiuta a Montesarchio lo scorso 10 aprile e della morte, dopo due settimane, di un 83enne.

Come più volte ricordato, un colpo di cui sono ritenuti responsabili lo stesso Improta e Paolo Spitaletta, 49 anni, di Tocco Caudio, arrestato il 22 maggio sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Maria Ilaria Romano, e che l'avvocato Enza Falco impugnerà dinanzi al Riesame. Nel provvedimento compare anche il nome di Pierluigi Rotondi (non indagato), ritenuto dagli inquirenti come colui che avrebbe fatto spesso da presunto intermediario tra Improta e Spitaletta, che avrebbe usato il suo cellulare per contattare il primo.

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