Chi sperava, o magari si augurava, che, anche incidentalmente, potesse spuntare, affrontando i temi della legalità e della sicurezza, un passaggio sulla vicenda della gestione dei beni confiscati che sta tenendo banco a Benevento in questi giorni, è rimasto deluso. Nessuna digressione, tutto secondo il canovaccio che regola la celebrazione della festa della Repubblica. Quest'anno sono settantadue le candeline spente, e Dio solo sa quanto in questo periodo sia stato fondamentale, assolutamente determinante, l'ancoraggio ai suoi valori. Messi a durissima prova da dichiarazioni e comportamenti pubblici.
Un aspetto che non è sfuggito alla riflessione dell'arcivescovo Felice Accrocca, con il suo preziosissimo riferimento al “dominio della parola, che può ferire più di una spada, che non può essere brandita nella consapevolezza dell'impunità”. Di qui la speranza “di una legge che, senza ledere la libertà di ciascuno di noi, possa disciplinare l'espletamento delle espressioni”. Perche “deve crescere il rispetto verso le istituzioni, a iniziare da quella massima, il presidente della Repubblica”, Sergio Mattarella. Di cui il prefetto Paola Galeone ha letto il messaggio indirizzato agli inquilini dell'uffici territoriale del governo, sottolineando il loro compito “di tutelare i diritti e garantire la coesione sociale”.
Un argomento, quello dei diritti “da mescolare ai doveri in una nuova stagione”, al centro dell'intervento del sindaco Clemente Mastella, perchè “altrimenti ci saranno momenti bui” per la Repubblica. “Spero che le istituzioni elette di recente si rendano conto delle difficoltà in cui versa il Mezzogiorno e delle cose che vanno assolutamente fatte”, ha aggiunto Mastella, che qualche giorno fa aveva annunciato il suo ritorno in campo perchè – aveva affermato - “a me non piace che il Sud, il Sannio diventi un'appendice del Nord”.
Secondo Claudio Ricci, presidente della Provincia, “va recuperato lo spirito dei nostri costituenti, che anteposero alle loro idee uno spirito unitario. Ci si può legittimamente dividere sulle idee, ma ciò che conta è mettere l'Italia prima di tutto”. Italia first, mica un'eco trumpiana. Per il resto, la cerimonia di piazza Castello, 'occupata' da forze dell'ordine e militari, autorità, associazioni combattentistiche e di volontario, qualche scolaresca, ma da pochissimi cittadini, si è svolta, sotto un sole cocente, uguale a se stessa. Perchè la Repubblica è una.
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