Benevento

Erano in programma domani, ma sono stati rinviati al prossimo 25 giugno gli accertamenti tecnici non ripetibili, di natura biologica, chimica e balistica, dei carabinieri del Ris di Roma su alcuni reperti sequestrati nell'inchiesta del procuratore Aldo Policastro e del sostituto Assunta Tillo sull'omicidio di Valentino Improta, 26 anni, di Montesarchio, rinvenuto carbonizzato, lo scorso 4 maggio, in una Fiat Punto, intestata alla madre, ferma alla località Cepino di Tocco Caudio, nelle vicinanze di un'area pic-nic sul monte Taburno.

Un'inchiesta nella quale è indagato Pierluigi Rotondi, un 30enne di Tufara - è difeso dagli avvocati Francesco Fusco ed Elvira Pancari -, che per questo è stato 'avvisato', in modo da consentirgli la nomina di un consulente. Una facoltà esercitata con la scelta dell'ingegnere Alessandro Lima (per la balistica) e del dottore Eugenio D'Orio (per la parte biologica), prevista anche per le parti offese: i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Federico Paolucci ed Ettore Marcarelli. Come anticipato nei giorni scorsi, gli accertamenti affidati agli specialisti del Raggruppamento investigativo scientifico dell'Arma riguarderanno non solo la Punto divorata dalle fiamme ed una Mercedes classe A, ma anche qualche indumento, un paio di mozziconi di sigarette, barattoli di vetro, materiale combusto, un bossolo e pallini da caccia.

I risultati, in attesa di quelli che saranno restituiti dall'autopsia, ancora non stabilita, saranno importanti per l'attività investigativa che i carabinieri della Compagnia di Montesarchio stanno svolgendo per venire a capo di un delitto agghiacciante, sul cui sfondo si staglia la vicenda della drammatica rapina compiuta a Montesarchio lo scorso 10 aprile e della morte, dopo due settimane, di un 83enne. Un colpo di cui sono ritenuti responsabili lo stesso Improta e Paolo Spitaletta, 49 anni, di Tocco Caudio, arrestato il 22 maggio sulla scorta di una ordinanza di custodia cautelare adottata dal gip Maria Ilaria Romano.

Nel provvedimento – l'avvocato Enza Falco ha presentato ricorso al Riesame, ma l'udienza non è stata ancora fissata - compare anche il nome di Pierluigi Rotondi (non indagato), ritenuto dagli inquirenti come colui che avrebbe fatto spesso da presunto intermediario tra Improta e Spitaletta, che avrebbe usato il suo cellulare per contattare il primo.

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