Uccisi a causa dei manifesti elettorali. Sarebbe stata una lite per l'accaparramento del servizio di attacchinaggio alla base del duplice omicidio di Salerno avvenuto ieri pomeriggio. Tre gli arresti. Si tratta di Matteo Vaccaro, Guido Vaccaro e Roberto Esposito. Ad eseguire i fermi, gli uomini della Squadra mobile in nottata che hanno individuato in loro i responsabili dell'agguato ad Antonio Procida e Angelo Rinaldi, i due 40enne raggiunti da diversi colpi di pistola in via dei greci. Secondo gli inquirenti, il movente dell'omicidio è legato ad una violenta lite avvenuta in mattinata tra Procida e Matteo Vaccaro. I due si stavano contendendo, sempre secondo gli inquirtenti, il lavoro di attacchinaggio dei manifesti in questa campaganelettorale che a Salernon si presenta più agguerrita che mai.
L’indagine è affidata all’Antimafia, coordinata dal sostituto procuratpre Vincenzo Montemurro. Decine di persone, innanzitutto familiari e amici, sono state ascoltate fino a notte negli uffici della Squadra mobile a via Sant’Eremita, dove il vice questore aggiunto Claudio De Salvo sta conducendo le indagini. Chiara anche la dinamica dell'agguato.
I killer hanno atteso le loro vittime quasi in cima alla salita di via Magna Grecia, a pochi metri dall’abitazione di una delle vittime. Li hanno affrontati di faccia, sparando un primo colpo nel paravento dello scooter e freddandoli con altri due proiettili in petto. Antonio Procida, 41 anni, e Angelo Rinaldi di 38 sono morti sul colpo.
Non vi è dubbio che i sicari volessero essere sicuri di uccidere e che abbiano agito con estrema lucidità, sparando dritto al cuore e usando per l’attentato una pistola a tamburo, di quelle che non lasciano bossoli.
Gli assassini si sono subito dileguati, ma sul luogo dell’omicidio era rimasto un un testimone che si è rivelato decisivo. Sul lato destro della carreggiata, in mezzo alla vegetazione spontanea, i poliziotti della squadra Mobile hanno trovato infatti un cestino con una manciata di fragole di bosco colte a bordo strada.
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