Era stato condannato per un'interruzione di gravidanza che sarebbe stata effettuata in una minore al di fuori dei casi consentiti dalla legge, ma del reato è stata dichiarata l'intervenuta prescrizione. L'ha stabilita la Corte di appello per il ginecologo Cesare Cardone (avvocati Antonio Leone e Andrea De Longis junior), al quale il Tribunale di Benevento, nel marzo del 2015, aveva inflitto la pena di 1 anno e 6 mesi - contro i 2 proposti dal pm Marilia Capitanio-, stabilendo anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, alle parti civili -la ragazza ed il marito, rappresentati dall'avvocato Cipriano Ficedolo-, e il pagamento in favore delle stesse di una provvisionale di 5mila euro.
Nella stessa occasione il collegio giudicante aveva invece assolto il professionista, perché il fatto non sussiste, dall’accusa secondo la quale la giovane all’epoca dei fatti non sarebbe stata consenziente; e che, dunque, sarebbe stata costretta ad abortire. Si tratta di un’imputazione contestata su richiesta della parte civile, che aveva modificato quella iniziale, per la quale un altro medico era stato rinviato a giudizio ed i genitori della donna avevano patteggiato. Anche il dottore Cardone aveva patteggiato la pena di 1 anno e 6 mesi nel 2010, ma la Cassazione aveva annullato la decisione, rinviando gli atti dinanzi ad un diverso Gup, che aveva disposto il processo.
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