Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Un bambino con un cappello a quadri in braccio alla nonna che gli indica il centro del cortile di cemento dove ci sono quegli uomini in divisa nera, con tanto di spada al fianco. Emblema di antico e moderno, nel segno di quella divisa che è a servizio dei cittadini da oltre due secoli. Quel bambino e quella nonna rappresentano idealmente i figli, le mogli, le fidanzate, i genitori che ogni sera aspettano il ritorno a casa del loro carabiniere. E guardano quella porta, sperando di veder spuntare presto il suo sorriso, vincitore di un'altra giornata di rischi e pericoli che ricominceranno il giorno dopo. Così da 204 anni, tanto è passato dalla fondazione dell'Arma. (A fine articolo le foto della manifestazione, offerte dall'ufficio stampa del Comando Provinciale di Avellino diretto dal maresciallo maggiore Pietro Paolo Buono).

Ne ha parlato il comandante provinciale dell'Arma, il collonnello Massimo Cagnazzo, che in un intervento carico di emozione ha spiegato come «Chi ha scelto la vita del carabiniere non ha scelto una vita comoda, né per sé né per le proprie famiglie. Ma disagi, le ripetute rinunce che affrontiamo e a cui costringiamo spesso i nostri cari, sacrifici che sono però ricompensati dalla gratitudine e dalla riconoscenza della gente».

Un abbraccio ideale che oggi la città di Avellino e la provincia irpina hanno voluto regalare agli uomini dell'Arma. Alla caserma del comando provinciale c'era una folta rappresentanza di istituzioni, enti e semplici cittadini. Guidati dalla voce inconfondibile del collega Ottavio Giordano, nel ruolo di speaker. 

Dal lato dell'ingresso, sotto i gazebo, spazio dedicato ai rappresentanti istituzionali, scorgiamo fra gli altri il sindaco di Avellino, Paolo Foti, il presidente della Provincia Domenico Gambacorta, l'ex premier, Ciriaco De Mita, e l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, oltre alla presidente del consiglio regionale Rosetta D'Amelio. Non mancano i riferimenti della magistratura avellinese, il procuratore capo Rosario Cantelmo e il sostituto Vincenzo D'Onofrio, dell'antimafia, con la piemme Simona Rossi, e della procura militare, con il sostituto procuratore Marina Mazzella. Per l'ordine degli avvocati di Avellino, il presidente Fabio Benigni.

La manifestazione si è aperta con la lettera del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ricordato tutti quei «carabinieri che hanno perso la vita per servire i cittadini. L'Arma è infatti sinonimo di legalità, cornice di sicurezza, garanzia dei diritti. A partire da ogni stazione dislocata sul territorio: presidio del senso di comunità. Un simbolo antico che però si rinnova ogni anno nella lotta alla criminalità e riceve attestati di stima da tutto il mondo per il contrasto a fenomeni come quello del terrorismo».

Complimenti che vengono concentrati anche nell'Ordine del Giorno del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Generale di Corpo D'Armata Giovanni Nistri che ha ricordato come la storia della «Benemerita sia tutt'uno con la storia di Italia. Un legame profondo fatto di abnegazione fino al più estremo sacrificio, nonostante le molteplici insidie. Il mio saluto va a tutti gli uomini e le donne dell'Arma che costituiscono questa organizzazione dai valori così antichi eppure tanto moderna. Fiore all'occhiello della Repubblica italiana».

Un messaggio che è risuonato nel silenzio col quale i presenti hanno assistito all'omaggio ai caduti del comandante provinciale dell'Arma e del Prefetto, Maria Tirone. Hanno apposto uno stendardo dinanzi alla targa che ricorda Emilio Ammaturo, Ciro Alvino, Giuseppe Pagliuca, Michele e Giueseppe Covinco, morti mentre erano in servizio e per servire l'Arma dei Carabinieri.

Il colonnello Cagnazzo, nel suo discorso, ha preferito non citare le cifre delle operazioni eseguite, bensì chiarire come i carabinieri abbiano proceduto nel 90 per cento dei reati compiuti in provincia di Avellino, complimentandosi con «il lavoro svolto dagli oltre 700 militaridella provincia, dalle 68 stazioni territoriali e dai quindici presidi forestali ulteriore valore aggiunto. Stazioni presenti anche nei piccoli comuni e al servizio dei cittadini».

Il numero uno dell'Arma irpina ha lodato il lavoro svolto dalla magistratura avellinese e ha poi ricordato «tutti quei carabinieri caduti in servizio che non vanno celebrati solo nelle cerimonie o in un istante, ma con l'esempio quotidiano, facendo il proprio dovere con onore e disciplina nonostante le difficoltà».

L'ultimo appello è stato per i cittadini, prime sentinelle del territorio: «Per loro dovviamo sempre assolvere il nostro secolare dovere, in difesa del bene contro il male».

Sono seguite le ricompense ai carabinieri ritenuti meritevoli di particolari encomi. Si è partiti con una medaglia d'oro a Giuseppe Migliore, che nel 1944, nel comune irpino di Teora, aveva salvato tre ragazzini dall'esplosione di un ordigno ed era stato ucciso dall'esplosione. A ritirare il premio, commosso, il fratello Vincenzo.

Militari premiati

Encomio Semplice del Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden” al Capitano Francesco Nicolò Pirronti per aver sgominato tre associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti. Ventisei provvedimenti restrittivi complessivi. Operazioni condotte dal marzo 2014 al marzo del 2016 fra Bari e il territorio nazionale.

Encomio Semplice del Comandante della Legione Carabinieri Puglia al Capitano Quintino Russo per aver sgominato un'associazione criminale responsabile di omicidio, estorsioni, delitti contro il patrimonio e la persona, traffico di stufacenti. Operazione che, fra agosto 2014 e agosto 2016, ha portato ad Altamura, in provincia di Bari, all'esecuzione di 18 misure cautelari e il sequestro preventivo di beni immobili per un valore dk 500mila euro.

Encomio Semplice del Comandante della Legione Carabinieri Campania al vice brigadiere Carmelo Palma e all'appuntato scelto Gennaro Esposito per avere soccorso una donna che voleva suicidarsi dopo il litigio col marito, a Monteforte Irpino nella notte fra il 15 e il 16 maggio 2017.

Numerosi i riconoscimenti anche per diverse stazioni attive sul territorio. Fra le altre quella di Avellino, con il comandante Bruno Ronca, quella di Montella, guidata dal luogotenente Stefano Nazzaro, e quella di Avella con il maresciallo maggiore Gian Marco Piccione e il vice Brigadiere Luigi De Lucia.