di Simonetta Ieppariello

Una morte tragica. Una sposa bellissima travolta e uccisa da un'auto in corsa, che improvvisamente piombò sulla folla. La tragedia di Alice fece il giro del mondo, commuovendo milioni di persone. Era in viaggio con suo marito, sposi novelli e innamorati, quando un tragico destino spezzò la sua giovane vita. Alice era figlia del presidente del Gruppo Sira di Bologna e della Sirpress nuscana, in Alta Irpinia. 

La Municipalità di Los Angeles risarcirà la famiglia di Alice Gruppioni con 12 milioni di dollari: è la cifra che compare nella transazione che chiude l'azione civile avviata dopo la morte dell'imprenditrice bolognese 32enne, uccisa in viaggio di nozze sulla passeggiata lungomare di Venice Beach da un'auto che piombò sulla folla il 3 agosto del 2013.

Alla guida del veicolo che seminò il panico sulla passeggiata di Venice Beach e che travolse la giovane c'era Nathan Campbell, spacciatore condannato dal Tribunale di Los Angeles a 42 anni.

La transazione chiude l'azione civile avviata dai familiari contro la città. Secondo il padre di Alice, infatti, l'amministrazione di Los Angeles non aveva messo in sicurezza il lungomare di Venice Beach dove è avvenuto l'omicidio, fatto che avrebbe impedito la morte della donna. Altri due milioni andranno a tre delle 16 persone rimaste ferite nell'assalto

Lì dove la giovane fu travolta, sarà posta una targa. "È una cosa importante che venga ricordata anche lì, sull'ultima terra che ha toccato. E' una piccolissima soddisfazione, ma comunque è importante", dice la zia Katia Gruppioni. Dopo l'omicidio, per cui è stato condannato a 42 anni Nathan Campbell che investì un gruppo di persone in auto, sono state prese misure di sicurezza a protezione della famosa passeggiata. "Ora una cosa del genere non succederà più", commenta la donna.