Benevento

Archiviata dal gip Loredana Camerlengo, così come chiesto dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Francesca Saccone, l'indagine a carico del parlamentare Umberto Del Basso De Caro, ex sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, della moglie, Ida Ferraro, dirigente amministrativo del Rummo – entrambi difesi dall'avvocato Marcello D'Auria -, e di Rita Cardone (avvocato Federico Paolucci), impiegata Asl aggregata fino al novembre 2012 al Rummo, dove sarebbe rientrata nel 2015.

Come si ricorderà, erano stati tutti destinatari nel novembre del 2017 di un avviso di conclusione di un'attività investigativa della Squadra mobile su fatti che risalivano al 2013, alla vigilia delle elezioni politiche, e rappresentavano uno stralcio dell'inchiesta sui Servizi sociali del Comune, sfociata in quattro rinvii a giudizio. Nel mirino degli inquirenti alcune conversazioni intercettate nel febbraio 2013, il cui contenuto aveva indotto la Procura ad ipotizzare a carico di Del Basso De Caro una presunta tentata concussione ravvisata nel tentativo che avrebbe fatto sul dirigente generale del Rummo dell'epoca, Nicola Boccalone, perchè rimuovesse o trasferisse alcuni funzionari che la dottoressa Ferraro riteneva a lei ostili.

Per Ferraro un'ipotesi di voto di scambio contestata in concorso con il marito e Rita Cardone che faceva invece riferimento ad un possibile pacchetto di voti di cui sarebbe stata accreditata, in un colloquio tra Del Basso De Caro e Ferraro, Rita Cardone. I tre indagati avevano chiesto di essere interrogati, quando erano comparsi in Procura avevano respinto qualsiasi addebito.

Ferraro aveva chiarito i termini della conversazione con il coniuge, spiegando che quell'espressione pronunciata al telefono sulla non gratuità dei voti, in relazione ad un presunto pacchetto di consensi che Cardone avrebbe potuto assicurare in cambio di un ritorno al Rummo, erano solo ed esclusivamente valutazioni personali, e che nulla le era stato chiesto.

Dal canto suo, Cardone aveva ripercorso i termini di quell'incontro, nel gennaio 2013, con la dottoressa Ida Ferraro, escludendo di aver avanzato qualsiasi richiesta. Perchè – aveva sostenuto – in quel periodo non aveva alcuna voglia di tornare al Rummo dopo il deterioramento dei rapporti con ,'allora direttore generale Nicola Boccalone. Aggiungendo, inoltre, che, essendo comandata, non avrebbe potuto occupare alcuna posizione organizzativa.

Esp