di Simonetta Ieppariello

Adolescenti assassini, è emergenza a Napoli dove un 17enne e un 19enne sono accusati di aver sparato e ucciso Agostino Di Fiore, all’esterno di una discoteca di Coroglio. Una notte di spensierata allegria che in pochi minuti si è sporcata di violenza e sangue. 

Al momento in cella c’è un minore ritenuto rampollo di una dinastia criminale di Pizzofalcone. Una ricostruzione che fa raggelare in sangue e che verrebbe ricostruita in presa diretta, perchè quel ragazzino, il presunto baby assassino, è sotto intercettazione per un altro procedimento.

Due telefonate e una corsa in taxi avrebbero segnato per sempre il corso di una notte di violenza e sangue.

Il 19enne avrebbe avuto la peggio nel corso di una rissa avvenuta in discoteca e per questo avrebbe chiamato un amico, invitandolo a raggiungerlo.

Lo avrebbe fatto il suo amico, un 17enne dal cognome pesante, imparentato col clan Elia, lo avrebbe fatto armato.

«Sto fuori là (e indica il nome del locale di Coroglio), ho litigato, vieni, capisci a me...». Parole che per le forze dell’ordine avrebbero un solo significato: «Capisci a me» indica l’esigenza di uscire armato per risolvere la questione dopo aver avuto la peggio dopo un litigio. Due ragazze avrebbero fatto di tutto per impedire il dramma.

Difeso dal penalista napoletano Giuseppe De Gregorio, il 17enne è indagato per omicidio. Avrebbe ingaggiato una lite drammatica: avrebbe esploso colpi in aria, avrebbe subìto l’investimento da parte di Di Fiore, che al volante della sua auto ha cercato di speronarlo, ferendolo alle gambe, fino al colpo di grazia.

Solo poche ore dopo nella periferia orientale della Città tre giovanissimi hanno accoltellato un 53enne algerino che aveva protestato per poter attraversare in sicurezza sulle strisce pedonali.