Benevento

E' uno dei tecnici più esperti in assoluto, dato che siede sulle varie panchine d'Italia da ben 42 anni, anche se da due stagioni segue il calcio svolgendo il ruolo di opinionista nelle varie tv locali. Nel corso della sua lunga carriera, Paolo Specchia ha guidato anche Benevento e Juve Stabia, due compagini alle quali sono accomunate gioie e dolori: “Del Sannio ho nel cuore la salvezza al cardiopalma ottenuta contro l'Andria nel 2001. Meno entusiasmante è stata l'esperienza del 2006, quando venni assunto dai Vigorito per traghettare la squadra nei play off. Purtroppo quella rosa fu costruita male e gli spareggi contro il Sansovino non andarono bene. A Castellammare ho avuto degli screzi con il presidente Fiore. Nel calcio ci sta che si hanno delle visioni diverse”.

Sabato queste due squadre si affronteranno. Un pronostico?

“E' impossibile farlo. Reputo il derby del Vigorito imprevedibile. Il Benevento è la migliore seconda della Lega Pro e credo sia superiore alla Juve Stabia, ma di questi tempi sono fondamentali altre componenti come la condizione fisica e la gestione dei cartellini. La partita è apertissima, anche se i giallorossi giocando in casa hanno un piccolo vantaggio”.

Cosa ne pensa del format dei play off?

“Non scendo in questi dettagli, sono sempre stato abituato a far parlare il campo. Reputo che per il Benevento sia l'anno buono e sarebbe ora che la società del presidente Vigorito approdi in una categoria più consona alle sue potenzialità. Ritornando al discorso dei play off, come ho detto, non li commento. Se la squadra di Cinelli arriverà al massimo, raggiungerà la serie B con qualsiasi format”.

Nelle prime cinque posizioni ci sono quattro campane. Come commenta questo dato?

“Vuol dire che in questa regione si lavora bene. Prima questa terra veniva considerata come un “piccolo Brasile”, per la quantità di calciatori che cacciava e il gran numero di squadre. Lo spettacolo di questa regione, però, è il calore del pubblico. Quando ero a Portogruaro in serie B allo stadio c'erano 400 persone. Una cadetteria a Benevento ne porterebbe 10mila. Questa è la grandezza della Campania”.

Ivan Calabrese