Erano state sollecitate dal Tribunale, le ha avanzate oggi il pm Maria Scamarcio, incrociando l'adesione – non completa e con più di un distinguo – dei difensori degli imputati interessati. Sono le richieste di dichiarazione di intervenuta prescrizione di ventidue dei ventinove capi di accusa, alcuni dei quali con più capitoli, nel processo denominato Mani sulla città, nato da un'inchiesta del sostituto procuratore Antonio Clemente e della digos su appalti e forniture di beni e servizi di Palazzo Mosti. Quarantotto le persone tirate in ballo (oltre ad alcune società): ex o attuali amministratori, funzionari, dirigenti, tecnici del Comune di Benevento, imprenditori.
Le proposte di scrivere la parola fine su determinate contestazioni, per il trascorrere del tempo, hanno riguardato, in particolare, quelle relative alla turbative delle gare per la pedonalizzazione del centro storico, dei lavori urgenti di manutenzione dell'area destinata a terminal degli autobus extraurbani, all'abuso d'ufficio ( e alla truffa) per l'appalto per la pedonalizzazione (2007-2009), alla truffa per l'acquisto della cosiddetta casa di San Gennaro, per la percezione di compensi per progettazioni non spettanti e l'appalto del parco archeologico e del verde di Cellarulo.
Identica richiesta anche per i falsi prospettati per pedonalizzazione (anche frode nelle pubbliche forniture) e parco, più emissioni di fatture per operazioni inesistenti, la corruzione ipotizzata per il cambio di destinazione d'uso – da agricolo a residenziale - di una vasta area. E, infine,l'abuso d'ufficio e la truffa per i marciapiedi a Pacevecchia, il falso e la truffa per le presenze nelle commissioni della Provincia.
Un elenco al centro degli interventi, tra gli altri, degli avvocati Claudio Sgambato, Vincenzo Regardi, Antonella Di Modica (in sostituzione di Roberto Prozzo), Andrea De Longis junior, Sergio Rando, Grazia Luongo, Raffaele Scarinzi, Marcello D'Auria, Andrea De Longis senior, Guido Principe, sul quale il collegio giudicante si pronuncerà il prossimo 21 giugno. Quando è in programma anche l'esame dell'ingegnere Nicola Russo, uno dei consulenti del Pm, che doveva comparire oggi in aula.
Il professionista ha in una lettera spiegato di essere molto impegnato come responsabile dell'area tecnica dei Comuni di Cusano Mutri e Durazzano, e di avere comunque bisogno di un lasso di tempo (fino alla fine di settembre) per rivedere le conclusioni vergate nel documento. Motivazioni, quelle date alla sua assenza, ritenute generiche dal Tribunale, che gli ha inflitto una multa di 200 euro.
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