Sono tre i medici indagati per la morte di Giuseppe Izzo, 28 anni, di Benevento, avvenuta lo scorso 9 giugno all’ospedale Cisanello di Pisa. I tre professionisti sono stati 'avvisati' dalla Procura pisana in vista dell'autopsia che sarà eseguita domani, in modo da consentire loro la nomina di un consulente; una facoltà che sarà esercitata anche dai familiari del giovane, assistiti dall'avvocato Federico Paolucci.
L'esame servirà a stabilire cosa abbia causato il decesso di Giuseppe e se esistano presunte responsabilità. Come è ormai ampiamente noto, il 28enne era stato sottoposto ad un intervento chirurgico per una grave patologia alla tiroide contro il quale lottava da tempo. Secondo una prima ricostruzione, l'operazione era stata conclusa senza alcun problema, al punto che il paziente era stato trasferito in reparto. Poi, all'improvviso, la situazione era precipitata, fino al momento nel quale, forse per un'emorragia, il cuore di Giuseppe aveva smesso di battere per sempre.
Un dramma che aveva investito e sconvolto quanti gli volevano bene: non solo i genitori ed i fratelli, ma anche i tantissimi amici. Era infatti molto conosciuto in città per il suo impegno nel volontariato e anche perchè nel week end indossava la pettorina di steward nelle gare casalinghe del Benevento e non solo.
“Un ragazzo serio – lo aveva ricordato Nazzareno Mercurio, dando voce alla grande famiglia degli steward sanniti, quando la terribile notizia si era diffusa –, da sempre dedito al lavoro e sempre presente. Ci sapeva fare coi tifosi, tenendo conto che aveva a che fare con tanti tipi di persone. Un destino crudele lo ha strappato alla vita troppo presto e in maniera beffarda. Tutto interrotto nel momento in cui stava per spiccare il volo. Aveva anche cominciato a lavorare come assistente ai ragazzi disabili e si stava integrando nella vita sociale. Facile per uno che amava stare in mezzo alla gente”.
Esp