Benevento

Indagini tecniche partite dalle immagini delle telecamere di sorveglianza installate nei paesi limitrofi ad Amorosi e dalle celle dei cellulari agganciati all'ora della rapina. Si è arrivati così all'identificazione di uno degli autori della rapina messa a segno il 28 gennaio scorso in casa di un medico di Amorosi (LEGGI ALTRO SERVIZIO).

“Si tratta del capo della banda che di volta in volta cambiava 'combinazione' di persone”, ha spiegato il vicequestore aggiunto Emanuele Fattori, capo della Squadra mobile di Benevento che con i carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Cerreto Sannita ha effettuato le indagini che hanno portato all'arresto di Elton Capo, 33 anni, albanese residente a Cardito, in provincia di Napoli.

“L'indagato – ha aggiunto il dottore Fattori – ha commesso anche una rapina in provincia di Parma ma in quell'occasione abbiamo avvisato in tempo i colleghi dell'arma che hanno arrestato un complice mentre lui era riuscito a scappare gettandosi in un fiume”.

Indagini che hanno permesso di ricostruire, dunque, gli spostamenti del 33enne e di altre persone ora indagate a piede libero sempre per la rapina di Amorosi. “le indagini sono tutt'altro che concluse - ha concluso il capo della Mobile sannita - stiamo ancora lavorando con i colleghi dell'arma per cercare di individuare eventuali responsabilità anche in merito ad altre rapine commesse nel Sannio”.

“Stiamo lavorando per individuare gli altri responsabili della rapina”, ha invece ribadito il luogotenente Antonio Piccirillo, vicecomandante della Compagnia di Cerreto Sannita e comandante del Nucleo operativo e radiomobile dell'Arma in Valle Telesina. “Abbiamo fatto anche servizi di osservazione sul posto nella zona dove vivono e agiscono queste persone finite al centro delle indagini”, ha concluso il sott'ufficiale dell'Arma.

“L'operazione di oggi conferma la coesione e l'efficacia di un lavoro svolto dalla magistratura con le forze dell'ordine”, ha invece affermato il colonnello Alessandro Puel, comandante provinciale dei Carabinieri che ha poi rimarcato: “Grande merito va riconosciuto al procuratore Capo, Aldo Policastro, al procuratore Aggiunto, Giovanni Conzo e al Sostituto Patrizia Filomena Rosa per un plusvalore che in questo caso è rappresentato dalla sensibilità che la magistratura sannita dimostra nel perseguire questi reati che affliggono le persone comuni. Da parte nostra, come investigatori ci mettiamo nei panni delle vittime, ad esempio di un padre che vede i figli costretti a sdraiarsi a terra sotto la minaccia di quattro persone armate, questo ci spinge ancora di più a voler individuare gli autori di questo tipo di reati”.

“Il risultato di oggi è importante ed è il frutto di una sinergia che ha coinvolto magistratura e forze dell'ordine. Un risultato importante di un'attività investigativa della Squadra mobile sannita e dei carabinieri hanno portato avanti con caparbietà e difficoltà”. Mette l'accento sulla complessità delle indagini il Questore Giuseppe Bellassai
Difficoltà dettate anche dal fatto che la banda fosse composta sempre da persone diverse e con a capo sempre il 33enne che agiva in varie parti d'Italia. “Un risultato ottenuto anche grazie – ha rimarcato il Questore Bellassai – all'attività di prevenzione e controllo del territorio dopo la rapina ad Amorosi e non solo. C'era un clima di allarme giustificato dall'efferatezza dei crimini compiuti. Proprio ad Amorosi si era svolto un Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal Prefetto”.

Un incontro servito per mettere in campo “una collaborazione di tutti per coordinare il controllo dei territori a partire dai sindaci che avevano messo in campo anche la polizia locale per effettuare numerosi servizi di controllo lungo le arterie principali di collegamento tra Benevento e Caserta”.

Tutte queste attività – ha concluso il dottore Bellassai ha portato al risultato di oggi che è un risultato parziale ma che comunque è importante che ci fa sperare di individuare anche i responsabili delle altre rapine registrate in quel territorio”, ha concluso il questore.

(nella foto da sinistra il luogotenente Antonio Piccirillo, il vicequestore Emanuele Fattori, il colonnello Alessandro Puel ed il Questore Giuseppe Bellassai) 

Al.Fa