di Andrea Fantucchio
Il testimone interrogato dai carabinieri aveva raccontato di aver visto quell'anziano, nel retro del supermercato, disteso a terra mezzo nudo con quello che allora era poco più di un bambino. Il ragazzino svestito era davanti all'uomo: alla vista dei dipendenti del market era scoppiato in lacrime scappando via. L'episodio era avvenuto in un centro commerciale non distante da via Circumvallazione ad Avellino. E, come prevedibile, aveva avuto particolare risonanza mediatica innescando decine di commenti e reazioni dell'opinione pubblica. Oltre a conquistare le prime pagine di giornali dove, secondo una prima ricostruzione, la mamma del ragazzo, una cittadina romena, aveva scoperto cosa fosse accaduto.
Mesi dopo era arrivata una denuncia per atti sessuali con minore a carico di E.C., ultracinquantenne di Montemiletto (eviteremo le generalità complete per tutelare la vittima, ancora minorenne). Oggi i giudici hanno prosciolto l'imputato difeso dall'avvocato Alberico Villani. Il pubblico ministero, Cecilia Annecchini, aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione per l'uomo, in carcere per un altro procedimento, e già gravato da precedenti specifici.
Il difensore, nella sua arringa, ha evidenziato però un difetto di querela relativa al reato contestato: e quindi atti sessuali con minore che però, come emerso durante il processo, era consenziente. Nello specifico la madre della parte offesa aveva presentato denuncia a marzo del 2015, otto mesi dopo l'accaduto: i fatti contestati risalgono al luglio dell'anno prima. Un'eccezione che si è rivelata fondamentale per il proscioglimento dell'imputato. L'uomo, scortato in aula dalla polizia penitenziaria, ha scelto di non assistere alla sentenza che è stata pronunciata nel primo pomeriggio. Quando il collegio giudicante presieduto dal magistrato Luigi Buono, a latere i giudici Giulio Argenio e Lorenzo Corona, ha disposto il non doversi procedere nei confronti dell'imputato proprio per difetto di querela.