Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

Ha tentato una serie di truffe, ma non glien'è riuscita nemmeno una. Gli anziani, scelti come vittime, si sono dimostrati più svegli del previsto: degli «ossi duri» inossidabili, nonostante qualche anno in più. E così, proprio quei vecchietti, lo hanno incastrato. In particolar modo il padre di un poliziotto di Avellino si è rivelato decisivo nell'identificazione del 47enne di Napoli, M.B., con un lungo curriculum alle spalle per truffe ai danni di anziani.

Questa volta, come vi stavamo raccontando, non gli è andata bene. L'indagato è arrivato a bordo della sua Fiat Panda ad Avellino. Fra il 13 e il 14 giugno ha bussato alla porta di tre anziani, tutti ultrasessantenni. Alto, di bell'aspetto, con modi affabili: si spacciava per un parente che aveva bisogno di soldi. Era credibile e convincente, ma non abbastanza.

Al padre del poliziotto ha detto di essere il figlio. «Papà, mi servono tremila e seicento euro per l'operazione. Sto male, aiutami».

L'anziano ha voluto verificare. E ha chiamato nuovamente il figlio, quello vero stavolta, e così è nata l'idea del tranello. Purtroppo il truffatore, dopo essere andato all'appuntamento, ha capito che qualcosa non è andava e si è dato alla fuga. Le telecamere comunali della control room, però, avevano immortalato la targa dell'auto. Inoltre l'anziano ha fornito un identikit dettagliato. Al resto ci hanno pensato i poliziotti della sezione Volante della Questura avellinese.

Gli investigatori, diretti dal primo dirigente Elio Iannuzzi, hanno rintracciato l'auto a Napoli. Poi è iniziata una caccia all'uomo che l'aveva noleggiata. Prima una ditta di Isernia, poi un'altra a Casal di Principe. Infine i poliziotti sono arrivati al contratto di noleggio e alla patente del sospettato. Il passo successivo è stata l'identificazione e la denuncia. L'uomo aveva alle spalle truffe simili in tutta Italia.  Intanto la foto del pluripregiudicato si è diffusa su facebook: un' "indagine" social che si è affiancata a quella svolta dalle forze dell'ordine. La Questura è arrivata al sospettato in meno di quarantotto ore. 

Il dirigente Iannuzzi, approfittando dell'occasione, ha lanciato un appello: «Invitiamo chi viene contattato da persone sospette a comunicarcelo immediatamente. Così che noi possiamo intervenire e incastrare i truffatori. Altrimenti, fermarli in un secondo momento può rivelarsi molto complesso. Stavolta è andata bene».