Benevento

Iniziamo dai numeri, perché quelli non mentono mai. E anche perche molti si soffermano solo sull’età anagrafica di Cristian Maggio che a febbraio ha spento 36 candeline. Dunque ha avuto tempo di riempirsi il petto di onorificenze, soprattutto nel Napoli. In A ha finora accumulato la bellezza di 336 presenze, delle quali 233 sono nel Napoli. In maglia azzurra ha messo da parte anche 18 partite di Champion’s League, ha vinto due Coppe Italia (11-12 e 13-14) e una supercoppa italiana (2014). Nel frattempo ha vestito anche l’azzurro della Nazionale per ben 34 volte, laureandosi vice-campione d’Europa nel 2012.

Ecco, quella maglia da terzino destro che aveva indossato Bacary Sagna l’anno scorso, finisce sulle spalle di un giocatore che ha pressoché le stesse onorificenze. Il Benevento ha pescato sul sicuro.

Cristian “Superbike” Maggio non è solo un giocatore esperto, ma capace di trasmettere ai compagni la carica di chi è abituato a vivere l’aria magica del San Paolo. Lo voleva anche il Verona, oltre ad una mezza dozzina di squadre del nord. Era tentato di tornare dalle sue parti (lui è di Montecchio, in provincia di Vicenza), ma hanno vinto altre motivazioni. Veneto lui, veneta la moglie, ma dieci anni di Napoli si infiltrano sotto la pelle. E poi ci sono i figli, che ormai parlano napoletano. Alla fine hanno vinto loro: “A Napoli sono cresciuto sia come giocatore che come persona – disse qualche giorno fa a GazzaNet – e sentire mio figlio parlare napoletano mi rende orgoglioso perchè so che lui sta bene. Quando torno a casa e vedo che la mia famiglia sta bene non posso chiedere altro. Napoli è una città difficile, ma ti dà tanto e ho trascorso 10 anni molto intensi qui. Io ho un carattere molto chiuso, ma questa città mi ha aiutato ad aprirmi”.

Benevento, scelta di vita, insomma. E una bella vittoria di Pasquale Foggia che ha saputo trovare le corde giuste nella trattativa, recuperando un po’ di tempo perso nelle ultime settimane aspettando Sagna. Ecco, un saluto Bacary lo merita. Senza nessun astio. Ha nobilitato la maglia giallorossa con la sua presenza, ha consentito al presidente Vigorito di fregiarsi di un giocatore che aveva mietuto successi in giro per l’Europa. Da Benevento è andato via con parole dolci, dicendo che questi sei mesi sono stati per lui meglio degli ultimi due anni vissuti a Manchester. Poi ha salutato il patron, forte di un legame personale scoccato come un colpo di fulmine.

Probabilmente non è un caso che al suo posto arrivi un giocatore che abbia la sua stessa “nobiltà” calcistica. Che per uno scherzo del destino sarà allenato dal suo ex compagno di squadra nel 2010, Cristian Bucchi, che incrociò il suo cammino azzurro quasi di striscio (in quella stagione il mister non trovò spazio e a gennaio andò ad Ascoli). Sarà un motivo in più per inserirsi facilmente nella sua nuova squadra, tenendo ben presente che Maggio ha avuto sempre ottimi rapporti con i suoi allenatori: “Ogni allenatore mi ha dato un insegnamento diverso – ha detto sempre a GazzaNet - Mazzarri aveva un modo di giocare che avvalorava le mie doti fisiche, con lui sia alla Samp che al Napoli ho fatto anni importanti. Anche Benitez è un allenatore importante, una persona molto colta che riusciva a mettere tutti in riga i calciatori. Aveva una gestione positiva, che faceva bene al gruppo. Con Sarri non ho avuto un grandissimo rapporto, ma di qualità il voto è 10”. Tra lui e Bucchi ci sono appena cinque anni di differenza: è come se tornassero ad essere compagni di squadra.

frasan