di Simonetta Ieppariello
Un’alta colonna di schiuma bianca si è sollevata al largo di Capo Miseno. La colonna è stata accompagnata da un boato e ha chiuso e completato l’intervento di disinnesco di una mina subacquea contenente 200 kg di esplosivo, eseguito dai palombari del Gruppo operativo subacquei (Gos) del Comando subacquei e incursori della Marina Militare (Comsubin) del Nucleo Sdai (sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Napoli. Ieri le delicate operazioni accompagnate da un solido protocollo di sicurezza tra costa e mare a largo di Capo Miseno.
Del disinnesco ieri i cittadini sono stati avvisati, con due rispettivi comunicati, dal commissario prefettizio di Bacoli Francesco Tarricone, e dal sindaco di Monte di Procida Giuseppe Pugliese.
"Nella giornata di domani, venerdì 29 giugno", aveva fatto sapere il comune, "gli artificieri saranno impegnati nel disinnesco di un ordigno bellico rinvenuto al largo di Miseno. Si avvisa la cittadinanza che durante le operazioni potrebbero essere avvertiti anche sul territorio di Monte di Procida boati o vibrazione degli edifici", avevano poi precisato dallo stesso Comune nella medesima nota, "Tali fenomeni sono da ricondurre all'intervento programmato e pertanto non dovranno destare preoccupazione".
L’esplosione di un ordigno bellico al largo di Miseno ha generato, oltre a tanta curiosità, anche una scossa di terremoto ai Campi Flegrei. Nessun problema sulla terraferma, con l’INGV che ha confermato la natura “artificiale” della scossa. Tanti i curiosi che hanno immortalato l’esplosione in mare.
L’ordigno è stato rinvenuto nei giorni scorsi, ad una profondità di 28 metri, da un subacqueo professionista. Immediata la comunicazione all’Ufficio circondariale marittimo di Pozzuoli, diretto dal comandante Marco Ruberto che ha interdetto il tratto marino, e alla Locamare Baia coordinata dal comandante Antonio Visone. Le operazioni di bonifica d’urgenza sono state stabilite dalla Prefettura.
«Sulla base della richiesta della Prefettura di Napoli siamo intervenuti a Capo Miseno - ha affermato in una nota il comandante del Nucleo Sdai di Napoli, Tenente di Vascello Daniele Bazzali - consci che poteva trattarsi di un ordigno molto pericoloso, considerate le sue caratteristiche dimensionali. Durante la prima immersione, effettuata per la ricerca dell’oggetto e per il suo riconoscimento, abbiamo avuto conferma che si trattasse di una mina subacquea ad urtanti di fabbricazione italiana, modello P-200, risalente al secondo conflitto mondiale e contenente ancora 200 Kg di esplosivo. Rimossa dal fondo, abbiamo rimorchiato la mina a distanza di sicurezza fino a raggiungere una zona in alto mare, individuata dall’Autorità Marittima, dove l’abbiamo distrutta secondo le consolidate tecniche tese a preservare l’ecosistema marino». Infine un invito ai bagnanti. «Mi preme raccomandare alle persone in vacanza al mare – conclude il comandante Daniele Bazzali - che se dovessero imbattersi in manufatti con forme simili a quelle di un ordigno esplosivo o parti di esso, di non toccarli o manometterli in alcun modo, denunciandone immediatamente il ritrovamento alla locale capitaneria di porto o alla più vicina stazione dei carabinieri, per consentirci così di intervenire e ripristinare le condizioni di sicurezza delle nostre acque».
L’esplosione ha determinato un lieve movimento tellurico. «Il segnale visibile sulle stazioni sismiche della Rete dei Campi Flegrei alle ore 09:39 locali - riporta una nota dell’Ingv - è relativo alla esplosione di un ordigno bellico al largo del Golfo di Pozzuoli come da comunicazione della capitaneria di porto».