Avellino

Città cantiere, chiudono i negozi a Corso Europa. Sette attività non ci sono più. C'è chi ha abbassato la saracinesca per spostarsi altrove, chi con i conti in rosso ha dovuto svendere tutto, piuttosto che traslocare in un'altra città esasperato da dodici anni di transenne e lavori di una città da cambiare ma senza mai completarne i progetti. 

 

Come Angelo Cerrito del negozio di antiquariato Frak. Sposterà la sua attività a via del Corso a Roma. «Non mi fido di un'amministrazione che non annuncia i lavori, li esegue senza il consenso di chi questo posto lo vive e ci investe e soprattutto non completa i lavori lasciandoci per anni preda di transenne e disagi - commenta Cerrito -. Dopo 36 anni di lavoro mi trovo imprigionato con un crollo drammatico degli incassi anche del 50 per cento senza avere certezze sul mio futuro. Seppure scegliessi una nuova strada in cui investire chi mi dice che anche lì non spunterà un cantiere».

 

Cartelli e segnali di crisi spuntano nei duecento metri di cantiere che da tre mesi ha diviso in due corso Europa. Cedesi attività, liquidazione totale per trasloco attività sono solo alcuni dei testi dei cartelli che sovrastano ben sette negozi che in tre mesi hanno chiuso bottega.

 

Le transenne bloccano gli affari e poi il parcheggio che non c'è. Gabriella Calabrese commerciante storica di corso Europa che spiega come la situazione continua a precipitare. 

 

«In questa città non si può lavorare - spiega -. Ci sono sette cantieri aperti e nessuno chiuso. E poi mancano i parcheggi e ci sono solo i vigili urbani che puntualmente arrivano per scoraggiare i nostri clienti a raggiungerci. Perché qualcuno da fuori dovrebbe venire ad Avellino? Non possiamo andare avanti così. Troppi disagi ci rendono la vita impossibile». 

 

C'è clima di smobilitazione i cartelli e segnali di crisi spuntano come funghi. In crisi ci sono tutte le attività raccolte nel primo tratto del cantiere che non riaprirà prima di un mese. «La gente mangia polvere e si trova imprigionata - spiega Cerrito -. Tutte le promesse del comune vengono puntualmente disattese».

Tra sei giorni il cantiere impegnerà la parte opposta del marciapiede e carreggiata, sempre nello stesso tratto.

 

«Ora toccherà a noi stare ancora peggio - spiegano i commercianti, che nei mesi scorsi avevano invocato tasse ridotte e misure anticristi -. Nessuno ci ha ascoltato o sostenuto. Ci hanno lasciati soli prigionieri di una situazione insostenibile».