Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Per venti euro 'affida' ad una tossicodipendente il suo bimbo di soli 13 mesi per andarsi a prostituire: denunciata, a Napoli, per abbandono di minore una 26enne italiana. Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polizia Municipale Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori, la 26enne aveva chiesto alla tossicodipendente di sua conoscenza del quartiere di Forcella di tenerle il bimbo fino al giorno successivo in modo da potersi prostituire. Il caso è venuto fuori quando nella sede di un'associazione che fornisce personale assistenziale straniero si è presentata una donna di nazionalità georgiana in cerca di lavoro con un neonato di colore che è subito apparso in cattive condizioni di salute; la responsabile, insospettita anche dalle dichiarazioni poco chiare della donna, ha immediatamente allertato gli agenti. Il neonato, che era stato tenuto quasi digiuno e privo di ogni cura igienica tanto da apparire debole e poco reattivo, forse anche a causa dell'esposizione alle temperature elevate estive. Il piccolo è stato immediatamente visitato e alimentato e successivamente collocato in struttura di accoglienza protetta che si occuperà di prestargli le dovute cure mediche.

La madre, A.A. di 26 anni italiana, si è presentata negli uffici a reclamare il bambino  solo il giorno successivo, senza presentare alcun documento attestante il rapporto filiale, ha confessato di non avere una dimora fissa, di occuparsi da sola del piccolo non riconosciuto dal padre naturale. La donna è stata denunciata per abbandono di minore e sono tuttora in corso le indagini per fare chiarezza sulle dichiarazione rese in riferimento a presunte attestazioni false di paternità.

“Quel bambino deve essere immediatamente allontanato dalla madre che deve anche perdere la patria potestà e ogni diritto sulla vita di quel piccolo che ha rischiato la vita”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, componente della Commissione politiche sociali, per il quale “un provvedimento del genere appare inevitabile anche se la mamma avesse provato, inutilmente, ad avere aiuto dalle istituzioni perché è inaccettabile che abbia lasciato il figlio nelle mani di una tossicodipendente”.