Il contrordine arriverà soltanto dopo nuovi prelievi e la verifica dell'avvenuta bonifica. Fino ad allora continuerà ad essere vietato per fini alimentari l'uso dell'acqua che scorre dai rubinetti di Procura e Tribunale di Benevento. Un caso che tiene banco nelle preoccupazioni degli addetti ai lavori e di quanti frequentano il Palazzo di giustizia, al centro, questa mattina, di una riunione della Conferenza permanente degli uffici del circondario, l'organismo di cui fanno parte i vertici di Tribunale – lo guida il presidente Marilisa Rinaldi- e Procura, dirigenti e funzionari delle due strutture.
Un problema, quello dell'esistenza di criticità riguardanti l'impianto idrico del Palazzo di giustizia che hanno reso l'acqua non potabile, rispetto al quale è stata immediatamente contattata la Gesesa, che da ieri pomeriggio ha avviato un intervento di potabilizzazione. Un'operazione al termine della quale sarà ovviamente necessario procedere ad ulteriori accertamenti che dovranno illustrare lo 'stato di salute' dell'acqua. A quel punto, e solo se le risposte saranno positive, potrà rientrare l'allarme.
Come anticipato ieri, le avvisaglie iniziali erano state registrate in Procura, dove il personale aveva dovuto fare i conti con la fuoriuscita di un liquido definito schiumoso e maleodorante. Che non si trattasse di un problema di poco conto, lo si era intuito, però, intorno alle 11 di ieri, quando l'Asl, che il giorno prima aveva ricevuto la comunicazione dell'Arpac relativa ad un prelievo operato il 29 giugno, aveva parzialmente bloccato l'attività del bar al piano terra del Tribunale. Ai piani superiori, invece, affissi all'ingresso dei bagni e all'altezza dei lavandini, un cartello recante l'avvertenza: non bere l'acqua.
Uno stop dettato dalle necessità di ulteriori analisi sulla sospetta presenza di un batterio: lo Pseudomonas aeruginosa. Un sospetto, certo, che aveva però comportato la necessità di impedire nel locale la preparazione dei caffè (e non solo), fino a quel momento andata avanti regolarmente. La notizia della visita e della decisione dei tecnici dell'Azienda sanitaria si era diffusa in un attimo, generando un comprensibile clima di timore, non esclusivamente tra i dipendenti. Tante le domande, tanti i dubbi sollevati rispetto ad una vicenda di cui si parlava già da giorni.
L'attesa è ora per gli esiti della potabilizzazione e dei successivi accertamenti sull'acqua, dai quali giungerà o meno il semaforo verde alla possibilità di tornare ad usarla. Nel frattempo, al bar si sono attrezzati: la macchina sforna caffè preparati con acqua contenuta in boccioni acquistati all'esterno e serviti in bicchierini di plastica monouso.
Esp