Benevento

E' stato assolto dall'accusa di stalking, perchè il fatto non sussiste, e condannato, dopo la qualificazione dell'imputazione di maltrattamenti in quella di percosse, e riconosciuta la continuazione con il più grave reato di lesioni, ad 1 anno, pena sospesa, al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, ed al pagamento di una provvisionale di 5mila euro in favore della parte civile: la moglie, dalla quale si sta separando. Non è certo la sentenza che pensavano di ottenere il Pm e la stessa parte civile, quella pronunciata dal giudice Anita Polito a carico di un 57enne che risiede in un centro della provincia non molto distante dal capoluogo.

Difeso dall'avvocato Roberto Prozzo, l'uomo era stato spedito a giudizio in un'indagine avviata dopo la denuncia presentata nel 2013 dalla donna, che aveva raccontato il trattamento che le sarebbe stato riservato da lungo tempo. Un repertorio fatto di offese continue, minacce ed ingiurie; condotte che in un'occasione l'avevano costretta a far ricorso alle cure dei medici, che l'avevano giudicata guaribile in cinque giorni per le conseguenze di un pugno ricevuto al volto. Era il 27 novembre del 2013. Un comportamento che nel marzo 2014 era costato al coniuge l'allontanamento dalla casa familiare e, a distanza di un mese, il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla malcapitata, assistita dall'avvocato Viviana Olivieri.

Due misure chieste dal sostituto procuratore Marilia Capitanio, titolare di un'inchiesta successivamente integrata da un ulteriore addebito, lo stalking, contestato per le 'attenzioni' persecutorie – telefonate, inseguimenti – ai danni della poverina. Di qui un processo, ora concluso, ed una decisione che ha escluso la sussistenza dello stalking ed ha sanzionato solo le 'botte' rifilate alla donna. Epilogo di uno dei tanti casi di violenza tra le mura domestiche: un fenomeno rispetto al quale, nel marzo scorso, è stato inaugurato un punto di ascolto per le vittime.

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