La richiesta di costituzione di parte civile di tante delle ottantotto parti offese e dell'associazione Movimento difesa del cittadino, poi il rinvio al 28 novembre del processo, fissato dinanzi al giudice Francesca Telaro, nei confronti di Gina Pompea Faraonio (avvocato Dario Vannetiello), legale rappresentante della 'Fa.Fa snc', la società che gestiva i locali, imputata di
di lesioni colpose ed immissione di fumi dannosi. Accuse contestate nell'indagine sull'intossicazione da monossido di carbonio della quale avevano fatto le spese, il 20 gennaio del 2016, numerosi studenti che all'interno dell'ex cinema San Marco di Benevento stavano prendendo parte ad un convegno del Festival filosofico del Sannio.
A carico di Faraonio condotte di presunta “negligenza, imprudenza ed imperizia”, per non aver provveduto alla manutenzione ordinaria del sistema caldaia – canna fumaria, il cui malfunzionamento – secondo gli inquirenti -, dovuto “sia alla sua errata installazione in difformità alle leggi e norme vigenti, sia all'accumulo di fuliggine alla base della canna fumaria che aveva ostruito completamente l'imbocco del canale da fumo della stessa, aveva provocato emissioni di monossido di carbonio in concentrazione massima superiore alla soglia pari a 40 ppm, tale da cagionare una intossicazione da monossido”.
La vicenda, come si ricorderà, aveva destato all'epoca notevole clamore. Erano stati tantissimi i ragazzi che, colpiti da mal di testa e di stomaco – alcuni erano svenuti -, erano corsi in ospedale, dove molti di loro erano stati ricoverati con segni di intossicazione da monossido di carbonio.
L'allarme era scattato nella tarda serata, dopo una segnalazione giunta dall'ospedale di Sant'Agata dei Goti, dove era stato trattato un allievo. Di qui gli accertamenti del Nucleo Nbcr (nucleare - biologico - chimico – radiologico) dei pompieri del comando provinciale, che avevano evidenziato la presenza anomala di monossido a distanza di oltre sei ore e nonostante le porte fossero state aperte per consentire l'uscita di quanti avevano partecipato alla manifestazione culturale. Nelle ore successive il San Marco era stato sequestrato e sottoposto ad ulteriori rilievi che avevano interessato l'impianto di riscaldamento e le sue articolazioni.
L'inchiesta è stata scandita anche dalla fissazione di un incidente probatorio chiesto dall'avvocato Vannetiello. Un appuntamento nel corso del quale il gip Maria Ilaria Romano aveva affidato all'ingegnere Giovanni Scrima l'incarico di una perizia sull'impianto di riscaldamento, eseguita alla presenza dell'ingegnere Roberto Pedicini, consulente della difesa.
I ragazzi sono rappresentati, tra gli altri, dagli avvocati Vincenzo Regardi, Roberto Pulcino, Alessandro Della Ratta, Pierluigi Pugliese, Mario Cecere, Pietro Farina e Tonino Biscardi. Per il Mdc l'avvocato Umberto Diffidenti.
Esp