di Simonetta Ieppariello
'amministrazione comunale parteciperà ai funerali del giovane Salvatore Caliano, morto ieri cadendo mentre stava lavorando sul lucernario di un palazzo in via Duomo a Napoli, e attraverso le parole del sindaco Luigi de Magistris esprime «il più profondo cordoglio per una morte assurda che devasta famiglie ed amici e commuove la città». «Salvatore muore per la fame di lavoro a 22 anni a Napoli come è morto giorni fa a 69 anni un operaio a Milano. Disoccupazione e precariato, la morte dei diritti, della dignità e delle vite umane, sono vera emergenza nazionale», conclude il primo cittadino.
La dinamica.
Stava forse pulendo un lucernaio, quando improvvisamente è piombato nel vuoto. Un volo di più metri che lo ha strappato alla vita nel fiore degli anni. Chissà se Salvatore Caliano ci sarebbe riuscito, a realizzare il sogno. Lui, giovane calciatore sognava di diventare un campione. Una domanda a cui nessuna risposta sarà data da quel destino tragico che lo ha strappato alla vita così giovane. Il suo sogno si è spezzato ieri pomeriggio.
Salvatore era il figlio di Gigi Caliano, calciatore dilettantistico che in carriera ha militato in diverse tra le società minori più prestigiose tra cui il Giugliano, la Cavese e il Savoia. Dal padre aveva ereditato la passione e il talento. Andava fino in porta inseguendo e calciando quel pallone che tanto amava. Un attaccante esterno “classe ‘97”.
Ma Salvatore oltre il calcio aveva sempre lavorato. Da qualche tempo faceva il barista nel centro di Napoli. Si era sempre dato da fare volenteroso e mite.
Doveva pulire quel lucernaio. Ma qualcosa è andato storto. Quello che è successo dopo dovranno stabilirlo le indagini: non è chiaro se si fosse sporto troppo, se avesse poggiato un piede su un finestrone incapace di sostenerlo o se qualcos’altro fosse accaduto. La salma è stata sequestrata e il magistrato ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per il momento a carico di ignoti.
Il dramma si è consumato in pochi attimi in cui salvatore è caduto nella tromba delle scale e si è schiantato al suolo dopo un volo di circa venti metri. Sono arrivati i soccorsi. E’ stato caricato velocemente sul mezzo che è ripartito a sirene spiegate verso il San Giovanni Bosco, dove un’equipe di medici era stata già avvisata dell’imminente arrivo e del tipo di emergenza. La corsa folle non è però servita a nulla: il ragazzo è spirato prima di arrivare all’ospedale di via Briganti.