Napoli

 

di Simonetta Ieppariello

Esattamente un anno fa scorrevano i giorni dei roghi che devastarono il Vesuvio. Il gran cono venne devastato dalla furia delle fiamme. Quelle immagini fecero il giro del mondo. I fotogrammi della devastazione di uno dei parchi nazionali più belli indignarono il mondo intero. Oggi si attiva un servizio di controllo capillare sul vulcano e a presentarlo sarà un componente del nuovo governo.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sarà a Ottaviano, lunedì 16 luglio, per presentare il sistema di video sorveglianza del Parco Nazionale del Vesuvio. Si tratta di un’importante infrastruttura tecnologica finalizzata al controllo del territorio e al contrasto dei reati ambientali. L’incontro alle ore 10,30 presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio - Palazzo Mediceo Ottaviano. Durante la conferenza stampa saranno illustrate le potenzialità del Sistema e il suo impiego da parte dei Carabinieri Forestali a cui sarà affidato. All’incontro prenderanno parte oltre al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, i vertici istituzionali dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio con a capo il presidente Agostino Casillo e Luca Capasso Sindaco di Ottaviano e Presidente della Comunità dell’Ente Parco nazionale del Vesuvio, e i dirigenti della società Fastweb realizzatrice dell’impianto di Videosorveglianza.

Non solo il Vesuvio, ma anche tante altre aree protette, nazionali e regionali, sono finite nella morsa degli incendi del 2017: dal Cilento e Vallo di Diano, al Gargano, dall'Alta Murgia alla Majella, dalla Sila al Pollino al Gran Sasso passando per la Riserva dello Zingaro in Sicilia.

Legambiente ha elaborato queste statistiche confrontando e analizzando i dati cartografici delle superfici percorse dal fuoco raccolti dalla Commissione europea con quanta parte della "natura protetta" sia bruciata fino ad oggi in Italia, e il quadro che emerge è davvero preoccupante: quasi un terzo dell'intera superficie percorsa dal fuoco, tra il 1 gennaio e il 6 agosto 2017, ha interessato 
le aree di maggior valore naturalistico presenti in Italia e incluse nella rete Natura 2000, la rete europea a cui afferiscono i Siti di Importanza Comunitaria - SIC designati sulla base della direttiva Habitat e le Zone di Protezione Speciale - ZPS designate sulla base della direttiva Uccelli. Invece in tutta la Penisola la superficie complessiva bruciata, dall'inizio del 2017 fino al 10 agosto, ha superato quota 101.000 ettari, più che raddoppiando quanto andato in fumo in tutto il 2016.
 
"Il 2017 verrà ricordato, come lo furono il 2007 e il 1997, come un anno orribile per la devastazione prodotta dal fuoco che ha divorato anche gran parte del patrimonio naturalistico italiano - aveva spiegato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente - Governo, Regioni, Comuni ed Enti parco assumano piena consapevolezza del danno enorme che deriva dall'arrivare impreparati alla stagione critica per il rischio incendi, ancor più oggi che i cambiamenti climatici stanno ulteriormente aggravando tale rischio. In particolare i diciassette anni trascorsi dalla pubblicazione delle legge 353 del 2000, che assegna competenze e ruoli per prevedere, prevenire e contrastare gli incendi boschivi, rappresentano un arco temporale tale da rendere inaccettabile questo disastro ambientale. Ognuno si assuma, dunque, le proprie responsabilità e assolva ai già troppi ritardi accumulati fino ad ora, prima che sia troppo tardi. Servono più prevenzione e controlli e una efficace politica di adattamento ai cambiamenti climatici".