di Andrea Fantucchio
Il braccio destro penzolante, la testa reclinata: l'autista del pullman, Ciro Lametta, non rispondeva. Il bus poi è precipitato nel vuoto. L'aspetto più significativo emerso questa mattina in aula dalle deposizioni di Pastorina De Felice e Annalisa Caiazzo, due donne sopravvissute all'incidente del bus dell'Acqualonga. Una tragedia che nel 2013 è costata la vita a quaranta persone. E un processo a quindici imputati accusati a vario titolo di omicidio plurimo colposo, disastro colposo e falso in atto pubblico.
Testimonianze drammatiche
Le due testimoni, molto emozionate, hanno chiesto al giudice, Luigi Buono « Si metta una mano sul cuore e giudichi secondo coscienza. Faccia giustizia dopo cinque anni».
Un appello durante un'udienza segnata da deposizioni dense di emozioni.
La De Felice ricorda come: «Mio marito mi ha fatto rannicchiare sul sediolino e si è messo su di me per farmi da scudo. Mi ha detto “Dobbiamo avere fede”. Lui è morto in quell'incidente. Prima ho visto il braccio dell'autista che penzolava. Non rispondeva. Eravamo appena usciti dalla galleria. Poi ho perso i sensi».
Su quegli attimi drammatici, fra lo schianto e poi il volo giù dal viadotto, Annalisa Caiazzo ha aggiunto: «In quei momenti volevo solo salvare i miei bambini piccoli. Ricordo i passeggeri che urlavano. Dicevamo a Lametta di buttarsi sulle auto nell'altra carreggiata. Può sembrare egoista, ma non volevamo morire. L'autista non rispondeva. Forse era svenuto o già morto. Aveva il braccio penzolante e anche la testa un po' reclinata a destra. Poi, dopo il volo del pullman giù dal viadotto, non ricordo più nulla».
Sulla dinamica entrambe le testimoni ricordano come il bus: «Ha tenuto sempre la carreggiata di destra, strusciando sul guard rail e superando le auto ferme in colonna»
Il calendario delle udienze e il giorno della sentenza
La prima teste, uscita dall'aula, in corridoio ha anche urlato invocando giustizia. Per tutti quei cari che non ci sono più. La polizia l'ha tranquillizzata. Le sue dichiarazioni riassumevano il sentimento degli altri parenti delle vittime che, in questi anni, non hanno fatto mai mancare la loro presenza. E che più volte hanno chiesto al procuratore, Rosario Cantelmo, e al sostituto titolare dell'inchiesta, Cecilia Annecchini, di fare chiarezza su quel tragico incidente.
Il giudice Buono ha già fissato le prossime udienze. Il 12 settembre 2018 sarà discussa la super perizia redatta dal professore dell'Università di Parma, Felice Giuliani. Poi il 21 settembre inizierà la requisitoria del Pm. Mentre le udienze fino a dicembre dovrebbero essere dedicate alle arringhe dei legali. Il 21 dicembre arriverà poi l'attesa sentenza.