di Simonetta Ieppariello
Aniello Bruno, 32 anni, è l’ennesima vittima sul lavoro. Il ragazzo era da qualche anno operaio in un pastificio che si trova nella zona industriale del nolano. E’ stato schiacciato da una macchina per imballaggi con la quale stava lavorando. Fra pochi giorni sarebbe dovuto andare in ferie.
Il 32enne Aniello Bruno, da qualche anno operaio del pastificio, è morto sul colpo, stritolato dal macchinario per imballaggi che lo ha completamente risucchiato.I colleghi hanno cercato in tutti i modi di aiutarlo ma, purtroppo, non c'è stato nulla da fare. Qualcuno ha addirittura cercato di tirarlo arrampicandosi sulle parti superiori della struttura. L'uomo, figlio di Vincenzo Bruno, ex negoziante molto conosciuto sul territorio, e residente in via Fosse, non è scampato alla morte.
Il dramma, la dinamica
Erano all'incirca le 17,40 di ieri pomeriggio quando Aniello, di turno pomeridiano, si trovava come al solito al suo posto di lavoro, nel reparto imballaggi insieme ad altri colleghi. All'improvviso e per motivi al vaglio degli inquirenti Aniello ha iniziato a gridare. La scena agli occhi dei colleghi è stata davvero raccapricciante. L'arrivo tempestivo dei soccorritori nulla ha potuto. I sanitari del 118 della postazione di Nola hanno potuto accertare solo il decesso. Il corpo dell'uomo è stato posto sotto sequestro dal magistrato di turno, che ha ordinato l'esame autoptico presso il reparto di medicina Legale del II Policlinico di Napoli, e le indagini sono state affidate agli agenti del commissariato di Nola. Sono stati sentiti i colleghi. Il macchinario è sottosequestro, come anche i filmati registrati dall'impianto della videosorveglianza dell'azianda.
Nella giornata di oggi saranno sequestrati anche alcuni filmati delle telecamere interne alla struttura. Aniello, fidanzato con una ragazza del posto, lascia anche un fratello gemello, con il quale condivideva ogni momento libera della sua giornata. Era un appassionato di calcio e, soprattutto, specialmente nei weekend amava stare all'aria aperta e con gli amici di sempre. Nelle ultime settimane, quando aveva un pomeriggio libero, scappava al mare. I familiari del 32enne sono giunti sul posto intorno alle 19,30. Qualche parente alla vista del corpo del 32enne si è sentito male. Sgomento anche tra i colleghi di lavoro.
Il commento dei sindacati
Francesco Fattoruso, segretario generale Fai Cisl Napoli commenta: « Non si può morire in questo modo. L'azienda dove si è consumato il dramma è moderna, super tecnologica con produzione di qualità ed oggi è bastato poco perché una giornata di lavoro si trasformasse in una giornata di lutto». A San Felice a Cancello associazioni del territorio e comitato di quartiere hanno chiesto il lutto cittadino nel giorno dei funerali. L'azienda si è fermata, in segno di lutto.
Sul social
Scrive su Facebook Carmine, un amico e compagno di lavoro di Aniello: "Ancora non riesco a credere a tutto ció, Tu che non ci sei più…Ricordo il primo giorno di lavoro come fosse ieri con quel sorriso stampato, quella voglia di diventare subito amici… E cosi è stato… Quante notti,quante giornate di lavoro trascorse insieme, quel lavoro che ci piaceva e che tu affrontavi senza pensieri “per me è un gioco” lo dicevi sempre, eri un esperto, sei stato un maestro per molti di noi… Oggi questo lavoro ti ha tolto la vita, non posso crederci, non voglio crederci… Non sarà più lo stesso lavorare senza Te “O’ Bruniell”".