La festa per la nona edizione del Premio Ammaturo ha preso purtroppo una piega diversa a causa della morte del vice dirigente della Digos, Antonio Vinciguerra. Lo ricorda il questore di Napoli, Antonio De Iesu, in apertura dell'evento che si è svolto nel cortile del Maschio Angioino.
La celebrazione in memoria del vice questore Antonio Ammaturo, irpino di Contrada e capo della Mobile di Napoli, ucciso dalle Brigate Rosse barbaramente nel 1982 a piazza Nicola Amore insieme al suo autista, Pasquale Paola, si è svolta in un clima di forti emozioni e sobrietà.
"Ammaturo e io- esordisce De Iesu- eravamo orgogliosamente irpini. Lui era uno sbirro autentico. Aveva l'eleganza e la lungimiranza dell'investigatore di strada. Pochi mesi dopo il suo agguato mortale anch'io rimasi ferito in un conflitto a fuoco". La banda della Polizia di Stato, diretta dal maestro Maurizio Billi, esegue uno struggente 'Oblivion' di Astor Piazzolla.
I conduttori della serata, Gino Rivieccio e Veronica Maya, dopo la consegna dei premi alle tre squadre della Questura di via Medina che si sono particolarmente distinte in importanti operazioni investigative chiedono l'esecuzione di un altro brano. Parte l'Inno di Mameli, e il pubblico scatta in piedi con la mano sul cuore.
Il questore De Iesu, originario di Pietradefusi, si commuove ancora una volta ricordando quegli anni di lotta serrata al terrorismo e al predominio della camorra per il controllo del territorio. E' passata una vita da allora. De Iesu è il questore di una città 'bella, speciale ma nel contempo complessa'.
"Sono nato a Napoli - dice infine Antonio De Iesu - ma le mie radici sono irpine". Alla kermesse ha preso parte una autorevole delegazione irpina capitanata dal cavaliere del lavoro, Armando Enzo De Matteis.
Gianni Vigoroso