di Andrea Fantucchio
Scacco al clan Mazzarella. Da questa mattina all'alba, a Napoli, è in corso una vasta operazione della Polizia di Stato coordinata dalla direzione distrettuale antimafia partenopea. Un blitz a San Giovanni a Teduccio, base storica del clan che controlla la zona orientale di Napoli.
La Squadra Mobile napoletana sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, nei confronti di diciassette persone. Quattordici sono finite in carcere, tre ai domiciliari. Sono accusate a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, estorsione, lesione personale, minaccia, violenza privata, danneggiamento, detenzione e porto illegale di arma, con l’aggravante mafiosa.
Già a febbraio, in una prima operazione contro il clan di Napoli orientale, erano finiti in manette nove indagati. Le indagini era nate dopo l'omicidio di Vincenzo Di Pede, ucciso ad agosto del 2012. La vittima era ritenuto un affiliato del clan Formicola. L'omicidio – secondo la ricostruzione degli investigatori – aveva determinato proprio una spaccatura fra i Formicola e i Mazzarella. La Squadra Mobile aveva seguito una scia di episodi violenti e aggressioni armate ricostruendo la geografia del clan che si contendevano la zona est di Napoli.
Secondo la ricostruzione della Direzione distrettuale antimafia i Mazzarella controllavano il territorio con intimidazioni e omertà, oltre a utilizzare la repressione violenta contro i clan che non si allineavano alle loro decisioni. Inoltre avrebbero contato su un'intricata rete di appoggi e connivenze che avrebbe garantito la latitanza a quegli esponenti del clan colpiti da ordini di cattura.