Avellino

 

di Andrea Fantucchio 

L'inchiesta sulla morte del dentista Ugo Masucci è a un bivio. Il 26 settembre sarà celebrata, davanti al gip Fabrizio Ciccone, l'udienza per discutere l'opposizione della famiglia della vittima alla richiesta di archiviazione del sostituto procuratore, Cecilia De Angelis. Per gli inquirenti si sarebbe trattato di un caso di suicidio. I parenti di Masucci, rappresentati dall'avvocato Benedetto Vittorio De Maio, non hanno mai creduto a questa versione. Ora toccherà al gip esprimersi e decidere se archiviare l'indagine o chiedere ulteriori accertamenti. 

Ugo Masucci, la mattina dello scorso 11 dicembre, era stato ritrovato cadavere nella sua villa di Contrada Archi. Di fianco al corpo era stata rinvenuta la sua pistola e in casa due proiettili compatibili con l'arma. La richiesta di archiviazione si basa sui risultati dell'autopsia che avrebbero evidenziato l'assenza di segni di aggressione sul corpo, l'integrità degli abiti, e la presenza di lesioni solo in prossimità della nuca.

Inoltre il consulente della Procura ha spiegato che, rispetto all'ipotesi che a sparare sia stata una seconda persona, «tutti i vincoli geometrici correlati all'architettura della stanza (caminetto alle spalle, pilastro etc.) e altre suppellettili limitrofe alla salma (carrello, bottiglie) non farebbero deporre, con criterio di verosimiglianza, a un'ipotesi di questo tipo».

L'esame dei Ris sulla pistola e gli altri indumenti del dentista ha evidenziato poi come l'unico profilo genetico scoperto fosse compatibile con quello del medico. L'esame stub ha chiarito che a sparare è stata la pistola di Masucci.

Per i familiari sono invece necessari altri accertamenti. A partire dalla ricostruzione balistica che, secondo questa tesi, non sarebbe riconducibile a un suicidio. L'ultima parola spetterà al gip.