E' morto questa mattina a 66 anni, l'ex ad della Fca, Sergio Marchionne. Era ricoverato a Zurigo dal 27 giugno per un intervento alla spalla. Una morte purtroppo annunciata. Già da due giorni le sue condizioni erano ritenute irreversibili dai medici svizzeri. Ma non solo: i vertici della Fca hanno provveduto da qualche giorno alla sua sostituzione e dichiarato più volte che il manager non sarebbe più tornato...

John Elkann, presidente della Exor e della stessa Fca, ha dichiarato: «E' accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l'uomo e l'amico, se n'è andato. Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell'esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore. Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler. Rinnovo l'invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio».

Sulla morte di Marchionne è intervenuto anche il sindaco di Pratola Serra, Emanuele Aufiero. Addolorato per la morte del manager e – almeno in parte – preoccupato per le sorti dello stabilimento che ha sede nel suo comune.

«Il sindaco e l'amministrazione comunale di Paratola Serra – si legge nella nota - esprimono sentito cordoglio ai familiari e alla Fca per la scomparsa del dott. Sergio Marchionne.

Uomo dalle indiscusse e riconosciute doti e capacità manageriali, ha saputo trasformare, in quattordici anni, un'azienda nazionale sull'orlo del fallimento in un brand internazionale, divenuto oggi il settimo gruppo automobilistico mondiale.

Lascia una eredità pesante e l'augurio dell'amministrazione comune la di Pratola Serra è che i suoi successori siamo alla sua altezze e abbiano la sua lungimiranza, rispettando l'origine del marchio e le unità produttive italiane e di Pratola Serra».

«E’ giusto ricordare Sergio Marchionne - ha dichiarato il deputato salernitano di Forza Italia, Gigi Casciello - come un meridionale visionario. E la dimostrazione l'ha data trasformando in pochi anni l’ex Alfasud di Pomigliano d’Arco da stabilimento simbolo di inefficienza (record di assenteismo e furti in fabbrica) a fabbrica modello in Europa grazie ad una riorganizzazione del lavoro ispirata alla Toyota. Marchionne dimostrò che valorizzando risorse umane e dando un senso nuovo al proprio lavoro è possibile far bene e meglio anche al Sud. Il nostro dovere è provarci, crederci ancor di più in questi anni disadorni in cui il pauperismo e l'antipolitica moralista hanno attinto consensi nel Mezzogiorno con nuove illusioni assistenzialiste come il reddito di cittadinanza».

 

Sulla morte di Machionne interviene anche il segretario generare della Ugl metalmeccanici, Antonio Spera (Ugl): “Ringrazieremo a vita Sergio Marchionne per il prezioso contributo che ha dato permettendo alla Fca di crescere e diventare un’importante realtà mondiale. Finisce l’era di un Capitano che ha saputo gestire la squadra, un manager che non stava mai fermo. Perdiamo un importante protagonista della storia italiana, ha segnato un’epoca con la sua personalità, un grande esponente manageriale, non uomo segreto. L’Ugl ha condiviso con lui anche momenti molto difficili e di tensione ma nulla si poteva di fronte a una persona intelligente, controversa, un industriale di livello che ha rappresentato la storia dell’Italia, ma anche pagine assolutamente buie del nostro Paese: dalla Fiat del crac alla FCA del boom economico”.

“Marchionne - continua Spera -, e’ un pezzo di storia italiana che ha costruito il paese insieme alla famiglia Agnelli, un esempio di grande serietà e coerenza anche se presentava la sua immagine con un certo distacco e sense of humor. Il ricordo che ho di lui – afferma Spera – è quello di una persona molto seria. Non rinunciava mai alle sue battute per sdrammatizzare. È innegabile che con la morte di Marchionne tutto il mondo perda un importante pezzo di storia. Aveva ottenuto negli ultimi anni la piena fiducia americana tanto che il Presidente Trump scommise su Marchionne nel affermare che ‘Vedrere d’ora in poi più auto costruite negli Stati Uniti’ e sempre dice Donald Trump, ai leader del settore riuniti nella Roosevelt Room della Casa Bianca, rivolgendosi all’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne: ‘al momento tu sei il mio preferito e rimarrai nella mia stanza’. ”Con lui – conclude il segretario generale metalmeccanici, Spera - scompare un protagonista: l’Ugl esprime le più sentite condoglianze ai familiari del presidente Marchionne: perdiamo un padre costituente della Fabbrica Italiana e Mondiale dell’automobilismo: l’era obbligatoriamente dovrà proseguire, non sarà facile sostituire il manager più carismatico della storia recente del gruppo FCA”.